Sulla vicenda legata al futuro della “Ferrovia delle Arance” c’è da registrare l’intervento del Movimento 5 stelle di Paternò. “La questione che in questi giorni ruota attorno alla cosiddetta “Ferrovia delle Arance”, l’infrastruttura che collega Motta Sant’Anastasia a Regalbuto, riveste sicuramente un ruolo di secondaria importanza rispetto a temi come sicurezza urbana, decoro ed economia interna – dichiara il referente territoriale Salvo La Delfa-Tuttavia la Ferrovia è oggi al centro di un dibattito che, con le dovute cautele, richiede un’analisi lucida, lontana da facili slogan e fondata sulle reali criticità del territorio.
La situazione attuale dell’infrastruttura è segnata da criticità profonde, acuite dalla rimozione dei deviatoi di ingresso dalla stazione di Motta Sant’Anastasia avvenuta nel 2019 e dall’assenza di traffico che dura ormai da molti decenni. Un’attenta lettura della realtà impone inoltre di suddividere il tracciato in due sezioni distinte, caratterizzate da prospettive e destinazioni d’uso differenti”. Secondo Ettore Rindone, la tratta che da Schettino a Regalbuto, a seguito di un decreto di soppressione del gestore ferroviario del 2014 da parte del MIT fu deciso che RFI ha rinunciato definitivamente e formalmente all’esercizio della tratta in questione. “Prendendo atto di questa situazione, il sedime ferroviario attuale si presterebbe in modo naturale a essere valorizzato attraverso il progetto di una greenway. Infatti, la riconversione a pista ciclabile e percorso verde rappresenta, a nostro avviso, un’opportunità concreta per restituire fruibilità e valore paesaggistico a un’area altrimenti condannata all’abbandono, puntando sul turismo sostenibile e sulla mobilità lenta”.
Discorso leggermente diverso riguarda invece il primo tratto, quello compreso tra Motta Sant’Anastasia e Paternò. Questa sezione non è ancora stata soppressa per decreto, quindi RFI non ha mai rinunciato formalmente all’esercizio, ragione per cui l’infrastruttura conserva ad oggi la propria destinazione ferroviaria anche se non è fisicamente utilizzabile ne transitabile dal materiale rotabile.
“Tuttavia, l’eventuale ripristino del traffico commerciale non può essere pensato come un intervento di ordinaria amministrazione, ma necessita inderogabilmente di un piano industriale di lungo respiro, strategico e strutturale. Tale piano dovrebbe necessariamente integrarsi con le esigenze e lo sviluppo, qualora fosse previsto, della zona ASI e in generale di tutto l’indotto produttivo paternese che ad oggi andrebbe comunque interamente ripensato e sviluppato . A nostro avviso, solo in questo modo sarà possibile inserire l’infrastruttura in una visione moderna di sviluppo economico e logistico- dicono dal Movimento 5 stelle- Diversamente, anche in questo caso, la soluzione della greenway e in generale della mobilità lenta per scopi turistici, parrebbe l’unica strada percorribile per evitare di perdere l’opportunità di valorizzare il territorio.
Il Movimento 5 Stelle di Paternò ribadisce la necessità che le istituzioni competenti affrontino il dossier con la massima serietà, valutando le specificità di ciascun tratto per trasformare una storica criticità territoriale in un’opportunità concreta per la collettività.