“Coltivare il futuro: le priorità per l’agricoltura catanese. Acqua, infrastrutture, giovani, redditività delle imprese e semplificazione per costruire una nuova visione di sviluppo.”
È il tema che ha caratterizzato l’affollatissima assemblea generale di Confagricoltura Catania, tenutasi ieri pomeriggio al Romano Palace Luxury Hotel di Catania.
Ad aprire i lavori il vicesindaco di Catania, Massimo Pesce e il Prefetto di Catania, Pietro Signoriello che hanno sottolineato l’importanza degli interventi sul territorio. Il Prefetto Signoriello si è soffermato sul tema della sicurezza e sulla lotta al caporalato, due tematiche che Confagricoltura Catania sente come urgenti. Quanto al caporalato, il Prefetto Signoriello ha sottolineato l’intervento che tra breve verrà messo in atto a Paternò, per risolvere il problema dell’accampamento dei lavoratori stranieri di “Ciappe Bianche”, con l’attuazione di una nuova sperimentazione abitativa, simile a quella realizzata a Nardò, in Puglia.
Si è poi entrato nel vivo del dibattito con le riflessioni del presidente di Confagricoltura Catania, Giosué Arcoria e del presidente nazionale di ANGA (Associazione nazionale giovani agricoltori) Confagricoltura, Giovanni Gioia.
Il presidente Arcoria ha sottolineato come: «L’agricoltura non è soltanto un settore economico; l’agricoltura è identità, è cultura, è paesaggio, è storia, ma è anche famiglia e sacrificio. Chi fa agricoltura non produce soltanto arance, limoni, uva, olio o ortaggi, produce futuro, custodisce il territorio, difende l’ambiente, genera lavoro e crea economia, tenendo vive le comunità.» Il presidente Arcoria ha quindi evidenziato la situazione attuale a cominciare dai problemi ambientali: siccità e alluvioni, come il ciclone Harry. -Per sostenere gli agricoltori servono investimenti, infrastrutture, acqua, servono ricerca e innovazione, “ma soprattutto ha detto Arcoria – serve una programmazione chiara.”
Spazio, quindi, alla tavola rotonda, moderata dal vicedirettore del quotidiano “La Sicilia”, Mario Barresi. Al dibattito hanno partecipato: il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona; il deputato nazionale Giuseppe Castiglione, componente della Commissione agricoltura alla Camera dei Deputati; l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino e il capo Dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Marco Lupo.
Ha guardato al problema dei furti in campagna il presidente regionale di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona, che nel suo intervento ha guardato anche alla problematica delle infrastrutture e dell’aumento dei costi dei carburanti.
Ha evidenziato come l’agricoltura italiana sia viva e con grandi prospettive future il Capo Dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, Marco Lupo, con il Governo che ha investito 17miliardi di euro, con una grossa fetta destinata alle Regioni del Mezzogiorno, raggiungendo un record storico in termini di esportazione per un valore di 73miliardi di euro. Si sta investendo inoltre in termini di programmazione, con ricadute previste anche nel medio e lungo periodo.
«L’agricoltura siciliana è lo specchio di questa terra – ha sottolineato l’assessore Sammartino -. Nell’ultimo trentennio è mancata una programmazione reale sul tema acqua, abbiamo lavorato per superare i problemi, sia nelle emergenze che nell’ordinario. Abbiamo ottenuto degli importanti risultati, siamo anche vigili sul fronte europeo e mi riferisco in particolare alla PAC. Nella prossima manovra ci saranno fondi per la tutela delle aziende agricole, perché non vogliamo trascurare il fronte sicurezza. È qui, insieme al tema delle infrastrutture che si gioca il vero futuro dei prossimi anni.»

«Senza reddito per un imprenditore non c’è futuro – ha detto, a conclusione, il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – e penso soprattutto ai giovani. Se è pur vero che il modello agricolo italiano crea ricchezza, dall’altro stanno emergendo i limiti, come quello delle difficoltà nel trovare operai disposti a lavorare. Non c’è solo il caporalato, c’è anche un problema per gli imprenditori onesti ingessati dalla burocrazia. Il mondo sta cambiando velocemente e l’Europa soffre nel mercato globale. Viviamo in un mondo che non ha più barriere, i nostri competitors possono essere agricoltori anche dall’altra parte del mondo. Quindi dobbiamo cambiare anche visione e bisogna accompagnare gli agricoltori nell’innovazione, tecnologia e ricerca. Fondamentali, poi, le energie rinnovabili.»
Un tavolo di riflessioni a 360 gradi, dunque quello di ieri, un momento di riflessione per individuare le sfide del futuro, a breve, medio e lungo termine ed insieme il tentativo, messo a punto dagli operatori del settore, di aggiustare il tiro per una programmazione sostenibile del comparto agricolo etneo.