Due anni in cui lo sport è diventato molto più di sport. A Ragalna è diventato aggregazione, educazione, benessere, partecipazione. È il bilancio del progetto Play District, che questa mattina, all’interno della sede comunale, i responsabili hanno presentato nella conferenza stampa conclusiva di «Spazi Civici di Comunità: Sport e Salute – Un modello di inclusione, benessere e socialità per Ragalna».
A tirare le somme del biennio progettuale il sindaco Nino Caruso, la coordinatrice di Sport e Salute Sicilia Germana Vinci, il presidente nazionale CSAIn, partner del progetto, Salvatore Spinella, e il coordinatore del progetto Giuseppe Lombardo.
Il cuore del progetto è stato il Centro di Aggregazione Giovanile, diventato in poco tempo un punto di riferimento quotidiano per circa 50 ragazzi. Uno spazio attrezzato per il gioco e la socializzazione, dove si sono intrecciate attività sportive, ricreative ed educative, e dove i giovani hanno imparato a stare insieme, a condividere esperienze, a prendersi cura di un luogo che sentono proprio.
L’offerta sportiva è stata ampia e trasversale: calcio, pallavolo, basket, pickleball, tiro con l’arco, cinofilia, arti marziali e ginnastica, realizzata grazie alla collaborazione con le associazioni sportive locali.
In estate il campus multidisciplinare ha affiancato allo sport laboratori di sostenibilità ambientale, riciclo creativo e manipolazione della creta. Spazio anche alle famiglie, con ascolto psicologico, educazione alimentare e promozione di corretti stili di vita.
Play District non ha guardato solo ai giovani ma ha coinvolto oltre 150 anziani in attività sportive continuative, creando occasioni di incontro e di scambio tra fasce d’età diverse, in una comunità che si ritrova attorno allo sport.
I ragazzi, nel tempo, non sono stati solo fruitori dello Spazio Civico, ma ne sono diventati protagonisti attivi, contribuendo alla cura degli ambienti comuni e maturando un senso di responsabilità verso il bene condiviso. Da qui è nata la richiesta all’Amministrazione comunale di istituire una Consulta Giovanile, per rendere i giovani parte integrante dei processi di partecipazione e delle scelte sul territorio. E poi c’è la storia simbolo del progetto: la squadra di calcio femminile composta dalle mamme, nata grazie a Play District. Un esempio concreto di aggregazione e condivisione, di donne che attraverso lo sport hanno ritrovato tempo per sé, amicizia e senso di comunità.