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Cronaca

Acireale, arrestato rapinatore seriale: incastrato dalle telecamere

Il colpo da 8mila euro d’oro e il terrore del cutter

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Tradito da alcuni dettagli fisici impressi nelle immagini di video-sorveglianza e da un controllo di routine che lo ha sorpreso con attrezzi da scasso in auto. La Polizia di Stato ha fermato un pluri-pregiudicato di 39 anni, ritenuto il presunto autore di una violenta rapina a un distributore di benzina e di un furto da migliaia di euro in una gioielleria, messi a segno negli ultimi giorni di maggio nel territorio acese.

Il trentanovenne, un volto già ben noto alle forze dell’ordine per una lunga scia di reati contro il patrimonio, si trova ora dietro le sbarre del carcere di Piazza Lanza a Catania.

La scia di colpi: il cutter e l’oro nei centri commerciali. Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale, hanno permesso di fare luce su due distinti episodi che avevano destato preoccupazione nella zona.

Il primo risale alla fine di maggio, quando un uomo con il volto travisato e armato di cutter ha fatto irruzione in un distributore di carburante in via Floridia, ad Acireale. Sotto la minaccia dell’arma, il malvivente ha costretto l’impiegato a consegnare l’intero incasso giornaliero prima di dileguarsi.

Il secondo colpo è stato invece messo a segno all’interno di un centro commerciale del comprensorio acese. Nel mirino è finita una gioielleria, dalla quale sono state portate via diverse collane in oro per un valore commerciale stimato in almeno 8mila euro.

La svolta nelle indagini e il “passo falso” a Catania. A dare l’accelerazione decisiva alle indagini è stato un controllo del territorio effettuato a Catania dal personale dell’U.P.G.S.P. della Questura. L’uomo è stato notato a bordo di un’auto in atteggiamento sospetto nei pressi di una farmacia. La perquisizione del veicolo ha fatto saltare fuori diversi arnesi atti allo scasso, rimediando nell’immediato una denuncia a piede libero.

Tuttavia, l’incrocio dei dati con il Commissariato di Acireale ha svoltato il caso. Gli investigatori hanno analizzato minuziosamente i filmati delle telecamere di sicurezza dei due negozi colpiti, riscontrando particolari elementi fisici e antropometrici perfettamente coincidenti con l’uomo appena fermato a Catania.

Il pericolo di fuga e la cattura. Il trentanovenne, tra l’altro, era già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ma, temendo l’arresto, da giorni violava sistematicamente l’obbligo di rimanere in casa nelle ore notturne, rendendosi di fatto irreperibile ai controlli della Polizia.

Visti i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di fuga, gli agenti hanno proceduto al fermo d’iniziativa. Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Catania, l’indagato è stato trasferito in carcere. Il giorno successivo, il GIP del Tribunale di Catania ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Come da prassi garantista, si ricorda che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

 

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