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Cronaca

Belpasso, parco acquatico “Etnaland”, non apre per l’estate 2026

A darne notizia la stessa proprietà. La struttura è stata oggetto nei mesi scorsi di una inchiesta della Procura che ha provveduto al suo sequestro preventivo. Indagine avviata dalla Guardia Costiera  per violazioni di natura ambientale

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Il Parco acquatico “Etnaland” di contrada Agnelleria, in territorio di Belpasso, non aprirà per la stagione estiva 2026. A darne notizia la stessa proprietà. Parco acquatico è stato oggetto nei mesi scorsi di una inchiesta della Procura  che ha provveduto al sequestro preventivo della struttura e dall’avvio di accertamenti sulle modalità di gestione di alcune attività aziendali. Una inchiesta avviata della Guardia costiera di Catania nell’ambito di un’indagine partita  per “gravi violazioni di natura ambientale”.

Accertamenti che, come precisato dalla proprietà, non riguardano in alcun modo la sicurezza di utenti e lavoratori, né direttamente né indirettamente.

La direzione del parco ha sottolineato di aver collaborato fin dall’inizio con le autorità competenti, fornendo documenti, chiarimenti e ogni elemento utile alle verifiche. Una collaborazione definita rispettosa e trasparente, che proseguirà anche nelle prossime fasi dell’iter giudiziario.

Etnaland ha specificato che “la programmazione e l’avvio di una stagione richiedono infatti un articolato percorso preparatorio che comprende interventi di manutenzione, verifiche tecniche, attività formative e procedure organizzative indispensabili per garantire il pieno rispetto degli standard di sicurezza e qualità. Alla luce dei tempi necessari per completare tali attività, non sussistono le condizioni per procedere con l’apertura nel corso dell’anno, anche in caso di auspicabile dissequestro».

La mancata apertura avrà conseguenze negative su centinaia di lavoratori stagionali, le loro famiglie, le imprese dell’indotto e un territorio che negli anni ha costruito con Etnaland un rapporto identitario. ILa proprietà, nel comunicare lo stop, ha ribadito che Etnaland continuerà a far parte della vita della Sicilia e che l’obiettivo resta quello di tornare ad accogliere il pubblico non appena le condizioni lo permetteranno.

Affinchè “Etnaland” riaprisse era necessario che la proprietà doveva adempiere a quanto richiesto dalla Procura: ossia bonifica delle aree che sono state destinate a discarica abusiva ai sensi di legge; regolarizzazione mediante appositi contratti con le società di trasporto e smaltimento rifiuti della destinazione dei rifiuti solidi e liquidi pericolosi prodotti dagli impianti dell’attività; dotazione del complesso Themepark e Acquapark di un completo impianto di depurazione delle acque prodotte dagli impianti e di quelle relative ai servizi; dotare l’intero impianto di adeguate e complete autorizzazioni per l’esercizio dell’attività nel rispetto della normativa amministrativa, ambientale e di sicurezza dei luoghi di lavoro.

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