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Cronaca

Catania, controlli dei carabinieri del Nas nei supermercati dopo black-out elettrici

I militari hanno ispezionato diversi esercizi commerciali accertando che in alcuni supermercati i prodotti scongelati causa mancanza corrente si sono ricongelati e quindi pronti per la vendita

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I continui black-out elettrici verificatesi nei giorni scorsi, a seguito delle ondate di calore che hanno colpito la Sicilia, hanno messo a dura prova i sistemi di conservazione e refrigerazione dei prodotti alimentari posti in vendita dai supermercati e stoccati nei depositi alimentari, senza escludere la grande distribuzione organizzata. I carabinieri del Nas di Catania hanno cosi avviato una attività di controllo della rete distributiva per prevenire conseguenze dannose per la salute a seguito di eventuali criticità manifestatesi nelle fasi di mantenimento della catena del freddo dei prodotti alimentari deperibili.

Nel corso delle ispezioni sono stati accertati alcuni casi in cui taluni commercianti hanno continuato a vendere quelli surgelati all’origine; infatti è stato appurato il ricongelamento spontaneo avvenuto col ripristino dell’erogazione dell’energia elettrica, operazione molto pericolosa per tale genere di alimenti perché scatenerebbe un’improvvisa proliferazione batterica.

All’interno di un deposito all’ingrosso della zona etnea, ad esempio, sono state rinvenute e poste sotto sequestro oltre 3.500 confezioni di prodotti alimentari che, anziché essere mantenuti a temperature attenuate, si trovavano immagazzinati a temperature ambientale ben oltre i 40° C. Nei banchi frigoriferi di una catena commerciale sono state scoperte invece centinaia di confezioni di prodotti surgelati che manifestavano i classici segnali di un precedente decongelamento. Per tale motivo ne è stato disposto l’immediato sequestro e successivo avvio allo smaltimento e distruzione poiché non più idonei per il consumo umano.

Cronaca

Linguaglossa, volontari OIPA salvano 15 rottweiler tenuti non in condizioni ottimali

Chi li deteneva è stato denunciato per maltrattamento e detenzione incompatibile produttiva di gravi sofferenze. adesso sono ospiti di un canile

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A Linguaglossa sono stati messi in salvo dalle guardie zoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) quindici rottweiler, sette adulti e otto cuccioli, costretti a vivere reclusi in condizioni terribili. L’azione è stata condotta con il supporto della polizia locale. Chi li deteneva è stato denunciato per maltrattamento e detenzione incompatibile produttiva di gravi sofferenze. I cani adesso sono ora ospiti di un canile e possono essere dati in affido temporaneo in attesa della conclusione della vicenda processuale.

Gli amici a quattro zampe sarebbero stati sfruttati per la riproduzione e la vendita. I 15 cani sono stati trovati in un garage chiusi dentro box, casse di legno e trasportini di plastica che ne avrebbero impedito qualsiasi movimento. “I cani, di età compresa tra gli 8 anni e i 40 giorni di vita, erano reclusi in quelle condizioni da incubo, costretti a vivere tra le proprie deiezioni; al nostro arrivo non avevano a disposizione neppure l’acqua- ha  raccontato la coordinatrice delle guardie zoofile Oipa di Catania e provincia, Tiziana Genovese- I cuccioli erano chiusi nei trasportini, collocati sopra le casse di legno dove erano rinchiusi gli adulti. Nei box vi erano spigoli e sporgenze taglienti che potevano ferirli. Cibo e acqua venivano passati all’interno dei ‘loculi’. Tirati fuori, abbiamo visto che erano anche denutriti e si trascinavano”.

I box e le casse di legno, di dimensioni molto al di sotto delle misure previste dalla legge, dicono quelli dell’OIPA, erano sprovvisti di finestre e aperture. Animali che sarebbero stati anche privi dei libretti sanitari. “L’Oipa invita a non ignorare casi di degrado e maltrattamento di cui si sia a conoscenza e a rivolgersi sempre alle sue guardie zoofile che, nel pieno rispetto della privacy, possono intervenire per tutelare gli animali”.

 

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Cronaca

Etna, per un malore muore turista nei pressi crateri Silvestri, inutili i soccorsi

I soccorritori hanno raggiunto l’uomo nella zona impervia e scoscesa dove si trovava, mentre giungeva in volo l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimarlo, non c’è stato nulla da fare.

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foto repertorio

A Nicolosi nel tardo pomeriggio di ieri, su allertamento della Centrale Operativa del 118 i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sono intervenuti per il recupero di un turista americano colto da malore lungo il sentiero del cratere Silvestri Superiore, sul versante sud dell’Etna.  L’uomo, mentre era in escursione sul fianco del cratere sovrastante gli impianti turistici del Rifugio Sapienza, è stato colto improvvisamente da malore.

La squadra di soccorso, insieme al medico della locale guardia medica, ha raggiunto l’uomo nella zona impervia e scoscesa dove si trovava, mentre giungeva in volo l’eliambulanza del 118 dall’ospedale Cannizzaro. Ma nonostante i tentativi di rianimarlo, per il turista non c’è stato nulla da fare.

Su autorizzazione dell’autorità giudiziaria, l’uomo, privo di vita, è stato trasportato dai soccorritori fuori dalla zona impervia, e recata nei locali del sottostante Centro Servizi del Rifugio Sapienza, per le successive procedure di trasferimento della salma.  Presenti sul posto i carabinieri di Nicolosi e il SAGF della Guardia di Finanza sempre di Nicolosi.

 

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