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Cronaca

Covid-19, in Sicilia situazione stabile: meno ricoveri e più guariti

Nella provincia di Catania massima attenzione ai casi positivi, registratesi nell’ospedale di Biancavilla: sono 12 i contagi fino adesso accertati

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In Sicilia sono 2.143 le persone attualmente positive al coronavirus, 20 in più rispetto al giorno precedente. Una situazione stabile, con meno ricoveri e più guariti. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 73.008 (+2.358 rispetto a ieri), su 68.729 persone: di queste sono risultate positive 3.120 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.143 (+20), 745 sono guarite (+14) e 232 decedute (+1). Degli attuali 2.143 positivi, 462 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.681 (+33) sono in isolamento domiciliare.

A Catania  i casi positivi sono 670,+ 7 rispetto a ieri. Sono 106 i ricoverati,  sale il numero dei soggetti guariti, dai 218 di ieri si passa ai 220 di oggi. Nelle ultime ore si registra un solo decesso: sono 81 le persone morte.  Nella provincia etnea l’attenzione massima è concentrata sui casi da Covid-19 che stanno emergendo all’interno dell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Biancavilla. Sono saliti a 12, infatti, i casi positivi: ai nove registratesi negli ultimi giorni (un medico, 6 infermieri, un ausiliario e una degente) si vanno ad aggiungere due operatori di una ditta esterna e un medico. Ad Adrano vista l’emergenza coronavirus  la caserma dei vigili del fuoco del distaccamento adranita dalle 18  di  stasera fino alle ore 8 di domani non è operativa. L’intera squadra dei pompieri in servizio dalle ore 8 di  stamattina è stata inviata a casa in  isolamento domiciliare.  A comunicare il fatto Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale USB Vigili del fuoco Sicilia. In sostanza uno dei componenti della squadra dei vigili del fuoco avrebbe avuto contatti con un soggetto affetto da Covid. In  via  precauzionale è stata decisa  la  sospensione  temporanea  dal  servizio  per  il  personale.

A Catania sono state consegnate 835.600 mascherine da parte della Regione Siciliana a tutti i comuni della provincia e distribuite dalla Protezione Civile. Sono stati istituiti 4 Centri di distribuzione (Paternó, Giarre, Caltagirone, San Giovanni la Punta) dove ogni referente comunale può ritirare la propria fornitura. Alla città di Paternò sono state  consegnate  57.000 mascherine, mentre a quello di Belpasso 33.700 mascherine.

L’Italia supera la soglia dei 200 mila contagiati totali, vale a dire gli attualmente positivi al coronavirus, le vittime e i guariti. Ad oggi sono infatti 201.505, con un incremento rispetto a ieri di 2.091. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. L’aumento ieri era stato di 1.739. Si conferma il calo dei malati per coronavirus. Sono complessivamente 105.205, 608 meno di ieri. La diminuzione ieri era stata di 290. Sono salite a 27.359 le vittime  con un incremento di 382 in un giorno. Ieri l’aumento era stato di 333. Sono 68.941 i guariti con un incremento rispetto a ieri di 2.317. L’aumento ieri era stato di 1.696. Prosegue ancora il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva: ad oggi sono 1.863, 93 in meno rispetto a ieri. Dei 105.205 malati complessivi, 19.723 sono ricoverati con sintomi, 630 in meno rispetto a ieri, e 83.619 sono quelli in isolamento domiciliare.

 

 

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Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò  e i militari del locale comando stazione , che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Associazionismo

Misericordie catanesi “sequestrate” per non aver pagato il ticket sosta in alcuni ospedali catanesi

Alfredo Distefano: «Non possiamo far altro che prendere atto che gli operatori della Cooperativa continuano a disconoscere la nota del Prefetto. Presenteremo esposto alla Procura».

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Passano gli anni ma la problematica inerente il pagamento della sosta dei mezzi di soccorso e trasporto delle Misericordie della Provincia di Catania, all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G.Rodolico-San Marco” e Presidio Ospedaliero “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale rimane tale. Era il mese di marzo 2023 quando il Comitato Provinciale delle Misericordie di Catania denunciava quanto applicato dalla Cooperativa Sociale “Eco-Tourist” che gestisce la sosta all’interno degli ospedali, i cui operatori costringevano le associazioni di volontariato a dover pagare la somma di 15 euro, al superamento dei 15 minuti di permanenza all’interno dell’Ospedale. Tempistica che risulta ovviamente insufficiente ai soccorritori impegnati nei trasporti sanitari, al fine di poter garantire un’assistenza adeguata ai pazienti trasportati. «Dovremmo forse abbandonare gli utenti all’ingresso dei nosocomi, per spostare i mezzi di soccorso?», si chiedono alcuni volontari delle Misericordie catanesi.

A gridare a gran voce quanto continua ad accadere in diversi ospedali del catanese, è il presidente del Comitato delle Misericordie di Catania Alfredo Distefano. «La situazione, in un anno, è peggiorata. Adesso, siamo arrivati al punto che gli operatori della cooperativa si rifiutano di aprire la sbarra se i volontari non pagano il ticket di 15 euro, palesando a nostro avviso i reati di interruzione di pubblico servizio e limitazione della libertà personale. Le nostre associazioni, il cui sostentamento deriva dalle sole offerte, sono costrette a dover vivere quotidianamente queste difficoltà. L’ultimo caso – che risale ad oggi – , è quello di un’automedica bloccata all’interno dell’ospedale di Acireale con il paziente a bordo, perché si era sforato il tempo massimo di permanenza. Per poter far ritorno a casa, in alcuni casi, si è reso necessario l’intervento dei Carabinieri che hanno constatato i fatti».

Sulla vicenda, ricordiamo, era intervenuta nel mese di maggio 2023 anche l’attuale Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, la quale aveva espressamente sollecitato su questa tematica la Direzione Generale del Policlinico che in quell’occasione aveva risposto “di aver più volte richiamato la Cooperativa che si occupa del servizio in argomento a tenere un comportamento adeguato al servizio svolto dalle associazioni di volontariato e di agevolare le stesse, senza l’applicazione di penali al superamento della permanenza nei presidi oltre 15 minuti”.

«Ad oggi, – conclude Distefano – non possiamo far altro che prendere atto che gli operatori della Cooperativa continuano a disconoscere la nota del Prefetto. Altresì, le Forze dell’Ordine, probabilmente stanche delle continue richieste di aiuto, non riescono sempre ad intervenire in tempi certi. Scriveremo nuovamente a Sua Eccellenza per segnalare quanto ancora accade negli ospedali catanesi, nell’attesa di un incontro con le Direzioni Generali degli ospedali interessati e con i rappresentanti della Cooperativa che – a quanto pare – temono un confronto dialettico con noi, mirato esclusivamente alla soluzione definitiva del problema. Contestualmente non si esclude che procederemo con un esposto alla Procura della Repubblica etnea».

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