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Cronaca

Etna, prosegue attività effusiva dalla bocca eruttiva di quota 1900 metri

L’attività esplosiva al cratere Voragine prosegue producendo un’emissione di cenere che si disperde verso sud. Diversi comuni come Paternò, Belpasso, Ragalna, Santa Maria di Licodia e Biancavilla si sono svegliati sotto una coltre abbondante di cenere

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foto pagina social sindaco Biancavilla Antonio Bonanno

E’ tornato operativo dopo le 18 lo scalo aereo di Comiso che era strato chiuso a causa della cenere vulcanica che ha ricoperto la pista, prodotta dall’attività eruttiva dell’Etna. A comunicarlo la SAC la società che gestisce gli aeroporti di Comiso e di Catania. Per Fontanarossa, il blocco dei voli resta in vigore,  fino alle ore 15 di domani 15 agosto.

Intanto prosegue l’attività eruttiva dell’Etna. Infatti l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato che, dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dai sopralluoghi effettuati dal personale INGV,  si evidenzia che prosegue l’attività effusiva dalla bocca eruttiva di quota 1900 m e da una bocca effimera limitrofa. È invece cessata l’attività alla bocca di quota 2750 m, mentre quelle che si trovava localizzata a quota 2090 metri era cessata nella giornata di ieri.  I fronti lavici attivi più avanzati, riconducibili alla bocca di quota 1900 metri, alle ore 10 di oggi si attestavano in prossimità di Rocca Musarra, a una quota di circa 1600 metri. Il flusso lavico che ieri aveva superato di poco Rocca Capra (Valle del Bove) risulta non più alimentato.

L’attività esplosiva al cratere Voragine prosegue con intensità variabile, producendo un’emissione di cenere che si disperde nel quadrante meridionale. Infatti i diversi comuni che si trovano nella fascia sud- occidentale dell’Etna, vedi il caso di Paternò, Belpasso, Ragalna, Santa Maria di Licodia e Biancavilla, questa mattina si sono svegliati sotto una coltre abbondante di cenere lavica , la cui caduta è proseguita in tarda mattinata. Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico mostra ampie oscillazioni, mantenendosi su valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere Voragine, ad una quota di circa 3000 m sopra il livello del mare. L’attività infrasonica si mantiene su un livello medio, sia per numero di eventi sia per energia associata, con sorgenti ubicate in corrispondenza del cratere Voragine.

I segnali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non evidenziano variazioni significative.

“Per questa attività dell’Etna che dura ormai da diversi giorni si può parlare di tempesta perfetta perché si sono verificate tre condizioni”. A dirlo  il vulcanologo dell’Ingv di Catania Mario Mattia. “La prima – ha spiegato – è l’attività esplosiva sostenuta con una costante emissione di cenere. Seppur in passato si verificarono delle fontane di lava dal cratere di sud-est, questa attività, sostenuta e quasi continua del cratere Voragine, è un po’ una novità di quest’anno”. “Si è poi associata un’altra condizione diciamo inusuale, che è quella dei venti costanti da nord verso sud che spingono la cenere proprio sopra Catania e l’aeroporto. In realtà – ha specificato – la direzione dei venti dominante, quella che in genere prevale, è verso est. In tal senso ci furono anche delle polemiche quando la maggior parte della cenere ricaduta dalle fontane di lava degli anni passati avveniva nel versante orientale sui Comuni di Zafferana, Santa Venerina, Giarre, Acireale che avevano i tetti pieni e le strade invase dalla cenere”.  Mentre “stavolta, per una coincidenza, questa condizione meteorologica molto stabile e molto ferma che con questi venti costanti ha creato questa condizione insolita.”Se infine – ha concluso – ci aggiungiamo che siamo sotto ferragosto, che è la terza condizione, diciamo per questo che si è creata la tempesta perfetta”.

Riunione oggi in prefettura a Catania dove si è svolto un tavolo tecnico a cui hanno preso parte  i sindaci dei comuni interessati all’ attività eruttiva dell’Etna. Nel corso dell’incontro si è parlato della sicurezza sul vulcano. Presenti l’Ingv, la protezione civile, il Corpo forestale e tutti gli enti competenti in materia. E’ stato affrontato il tema delle ordinanze che limitano la fruizione delle attività dell’Etna. Ieri  è stata introdotta una doppia novità: il divieto di avvicinarsi a più di 200 metri dal fronte lavico e la chiusura della strada Mareneve, che conduce al Rifugio Citelli e al sentiero Serracozzo, all’altezza del borgo di Fornazzo, nei territori di Milo e Sant’Alfio Al termine del tavolo tecnico è stato di potenziare il blocco stradale anche dal lato di Linguaglossa e Piano Provenzana Diverso, invece, il discorso per il divieto di avvicinamento al fronte lavico attuato dal comune di Milo. Esso potrebbe essere eliminato o, più probabilmente, rivisto al ribasso si parla di 50 metri.

Da registrare l’intervento del sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno. “Il nostro versante, in questa fase, non è interessato dal fronte lavico. Le zone attualmente coinvolte sono quelle di Sant’Alfio, Milo e Zafferana Etnea, dove si concentra l’accesso più diretto al fenomeno. Da noi resta comunque in vigore l’ordinanza che regolamenta l’accesso alle quote sommitali.

Ma il messaggio che voglio lanciare vale per tutti, ovunque ci si trovi. E’ assolutamente indispensabile affidarsi esclusivamente a guide ufficiali e abbandonare ogni tentativo di avventurarsi in solitaria. Chi agisce diversamente mette a rischio se stesso e rischia concretamente una denuncia.

Non meno grave è il problema dell’intasamento automobilistico che si crea lungo le arterie stradali interessate: code, blocchi e situazioni di pericolo che potrebbero trasformare un’esperienza straordinaria in un incubo logistico e persino in un pericolo per la sicurezza di tutti.

Alle legittime esigenze naturalistiche di ammirare uno dei fenomeni più spettacolari del nostro pianeta, dobbiamo anteporre le ragioni della sicurezza e della salvaguardia collettiva. Non c’è spettacolo che valga un incidente o un’emergenza.

Raccomando, infine, prudenza e senso di responsabilità anche nell’equipaggiamento: scarpe adatte, abbigliamento termico, acqua a sufficienza e pianificazione degli itinerari” ha concluso Bonanno.

 

 

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