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Cronaca

Giarre, carabinieri trovano dentro garage 9 chili di marijuana, indagini in corso

Le indagini dei carabinieri sono partite subito dopo la denuncia di un autista che era stato rapinato di oltre 6mila euro nella zona industriale da tre banditi

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Militari dell’Arma della compagnia di Giarre hanno rinvenuto e sequestrato nove chilogrammi di marijuana, due auto, un lampeggiante e una paletta di servizio della polizia municipale di Messina risultati rubati e una pistola a salve. Le indagini dei carabinieri sono partite subito dopo la denuncia di un autista che era stato rapinato di oltre 6mila euro nella zona industriale di Giarre da tre banditi, con mascherine chirurgiche, che erano a bordo di una Fiat Panda bianca con lampeggiante e che hanno finto un controllo di polizia.

I rapinatori avevano anche una paletta in uso ai vigili urbani e una pistola.  Gli sviluppi delle indagini hanno portato i carabinieri in un garage dove è stato trovato uno zainetto contenente una pistola a salve, un lampeggiante blu e una paletta con la scritta “Polizia municipale Comune di Messina”.  Le perquisizioni, con l’ausilio dei vigili del fuoco di Riposto, sono state estese anche agli altri box portando al sequestro della marijuana. Recuperata anche una Renault Captur rubata qualche giorno prima a Giarre che è stata restituita al proprietario.

In un altro box auto, invece, c’era la carcassa di una Fiat Panda bianca, con tutta probabilità quella utilizzata dai malviventi la sera della rapina per fingersi agenti municipali. Gli accertamenti sui materiali ritrovati nello zainetto hanno permesso di accertare come il lampeggiante e la paletta fossero stati rubati la settimana precedente alla polizia municipale di Messina. Insieme alle indagini, sono tutt’ora in corso le attività di natura tecnico-scientifica, con l’ausilio del RIS di Messina, per identificare gli autori della rapina  risalire a chi abbia materialmente nascosto la droga.

 

Cronaca

Catania, avrebbe costretto un minore a fare il pieno alla sua auto, arrestato 24enne

L’uomo è accusato di estorsione aggravata e i fatti che li sono contestati sarebbero avvenuti la sera dello scorso 2 gennaio nei pressi di un distributore automatico di carburanti

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Estorsione aggravata è il reato contestato ad un giovane di 24 anni, arrestato dai carabinieri della compagnia di Catania Piazza Dante; l’uomo, finito ai domiciliari con dispositivo elettronico, avrebbe minacciato un minorenne costringendolo a pagare il pieno di benzina alla sua auto per quasi 100 euro. I fatti risalgono alla sera del 2 gennaio scorso a Catania e sarebbero avvenuti ad un distributore automatico di carburanti situato all’angolo tra viale Della Libertà e via Pietro Mascagni.

Secondo la Procura il 24enne giunto intorno alle 21 nella stazione di servizio a bordo di una Fiat 500X in compagnia della moglie e del figlio, si sarebbe avvicinato ad un minorenne che stava facendo rifornimento al suo ciclomotore chiedendogli del denaro per la benzina. Il ragazzo, intimorito dalla corporatura imponente dell’uomo, gli avrebbe risposto di dover andare via perché in ritardo per un appuntamento ma l’indagato lo avrebbe minacciato. Il minore  avrebbe consegnato a quest’ultimo una banconota da 5 euro; il 24enne avrebbe minacciato il ragazzo pretendendo che pagasse il pieno alla sua auto con una carta prepagata, cosa che la vittima ha fatto.

I carabinieri di Catania Piazza Dante hanno avviato le indagini dopo la denuncia da parte della vittima. Grazie alle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della stazione di rifornimento hanno individuato l’autovettura utilizzata dal 24enne, accertando che era stata noleggiata dalla madre dell’indagato.

 

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Cronaca

S.M. di Licodia, chiuso per 7 giorni bar frequentato da soggetti con precedenti penali e giudiziari (anche per mafia)

Il provvedimento è stato emesso dal Questore di Catania su richiesta degli uomini dell’Arma di Santa Maria di Licodia

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Nell’ambito delle attività di controllo del territorio volte ad aumentare la sicurezza, reale e percepita, della cittadinanza, i Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia hanno notificato oggi un provvedimento di sospensione – di 7 giorni – per la gestione di un bar ubicato nella centralissima Via Vittorio Emanuele, poiché frequentato da pregiudicati, come più volte accertato dagli stessi militari del posto. I militari del Comando Arma di Stazione di Santa Maria di Licodia, infatti, che attraverso la loro profonda conoscenza del tessuto sociale e delinquenziale del territorio, si erano accorti di chi si ritrovasse nell’esercizio commerciale, circostanza peraltro segnalata anche dagli abitanti della Via Vittorio Emanuele, hanno così predisposto, nel corso dell’ultimo anno, molteplici verifiche al locale, soprattutto in arco serale, riscontrando appunto la presenza dei pregiudicati. In particolare nel provvedimento in argomento, emesso dal Questore di Catania su richiesta dell’Arma di Santa Maria di Licodia, è stato evidenziato come durante numerose attività di controllo poste in essere dai Carabinieri, siano stati trovati e identificati all’interno del bar e nelle sue immediate vicinanze soggetti con a carico pregresse vicende giudiziarie, relative anche a gravi reati come associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di stupefacente, spaccio e porto abusivo di armi.

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