È stata presentata alla Commissione Straordinaria del Comune di Paternò un’istanza di autotutela per chiedere la sospensione dell’Avviso pubblico relativo alla gestione del Palazzetto dello Sport “Peppino Impastato”.
L’iniziativa è stata promossa da Controvento Paternò, dal Movimento Politico Controcorrente – Faro n. 90 e da numerosi cittadini che hanno scelto di sottoscrivere il documento, con l’obiettivo di tutelare un bene pubblico fondamentale per la comunità. “Riteniamo che una struttura così importante per la città debba essere affidata attraverso una procedura che garantisca trasparenza, sicurezza, pari opportunità di accesso e tutela dell’interesse pubblico- si legge in una nota dei sottoscrittori- Per questo abbiamo chiesto la sospensione della procedura, la revoca del bando in autotutela, l’apertura di un tavolo di confronto con associazioni sportive, cittadini e istituzioni per individuare una soluzione condivisa e realmente orientata al bene della comunità. Lo sport è un patrimonio di tutti. Il Palazzetto deve rimanere una casa aperta a tutta la città”.
Si chiude così la nota stampa dei sottoscrittori dell’istanza ossia Giuseppe Di Benedetto in rappresentanza di Controvento Paternò, Natale Cristopher Caponnetto responsabile del Faro n. 90 – Movimento Politico Controcorrente, Ezio Messina, Domenica Noto, Gaetano Moschetto, Francesca Arcobelli, Salvatore Fallica, Luisa Vitellino e Giuseppe Panassidi.
E nei giorni scorsi 7 Associazioni Sportive Dilettantistiche di Paternò (ASD Siciliamo, ASD Volley Club Academy, ASD Le Racchette, ASD Paterno’ Badminton Club, ASD Citta’ Viva, ASD Paterno’ Club, ASD New Victory) hanno notificato una formale istanza e diffida in autotutela ai Commissari Prefettizi e al Segretario Generale. “Chiediamo il ritiro immediato del bando per la gestione della Palestra Comunale “Peppino Impastato” di via Bologna- dicono le associazioni sportive- Cosa contestiamo? :Violazione del Codice dei Contratti Pubblici: Rilevata una potenziale situazione di conflitto di interessi in capo alla procedura. Barriere discriminatorie: Requisiti di 3 anni territoriali solo per le ASD (esentando Federazioni ed Enti) e divieto di partecipazione in forma aggregata (ATS/RTI), escludendo i piccoli sodalizi. Trappola finanziaria: Tariffe orarie bloccate ma accollo totale di utenze storiche e tributi, senza alcun Piano Economico Finanziario di massima allegato. Carenza documentale e sicurezza: Mancano i modelli di domanda, i certificati di agibilità e i monitoraggi periodici obbligatori sull’amianto bonificato nel 2015. Le nostre proposte costruttive: Non vogliamo bloccare lo sport, vogliamo legalità. Proponiamo modelli nazionali già attuati a Bologna, Firenze e Milano: co-progettazione turnazione oraria controllata o clausole sociali di riserva per il territorio. In un Comune gestito da una Commissione Straordinaria, il ripristino della trasparenza e dell’imparzialità deve essere la priorità assoluta. Fidiamo in un intervento immediato” concludono i sottoscrittori dell’istanza.