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Paternò, linea Motta-Regalbuto, giù le mani dai binari: nasce il Comitato per la “Ferrovia delle Arance”Nasce il Comitato a difesa della “Ferrovia delle Arance”

Cancellare la ferrovia sarebbe un “errore irreversibile”

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In un’epoca in cui l’Europa e l’Italia investono miliardi per riportare merci e passeggeri sui binari, la Sicilia rischia di compiere un gesto tanto affascinante in superficie quanto irreversibile nella sostanza: smantellare un’arteria di ferro per farne una pista ciclabile.

Succede nella Valle del Simeto, lungo la storica tratta Motta Sant’Anastasia-Regalbuto. A voler scongiurare qualcosa di irreversibile è il neo – costituito il Comitato Popolare per la Difesa della “Ferrovia delle Arance” che nasce con un obiettivo chiaro e pragmatico. Non bloccare lo sviluppo, ma impedire che una scelta affrettata privi Paternò e l’intera area metropolitana di Catania di un corridoio di trasporto fondamentale.

La posizione del Comitato evita lo scontro ideologico tra “ambientalisti” e “nostalgici del treno”. Nessuno nega il valore di una greenway per il turismo o il tempo libero. Il punto critico è la definitività dell’opera. «Una pista ciclabile può essere modificata, ampliata o spostata nel tempo», sottolineano dal Comitato. «Un sedime ferroviario cancellato, invece, non torna più indietro. Riconvertire a verde l’intera tratta senza prima aver calcolato cosa stiamo perdendo significa chiudere per sempre la porta al trasporto su ferro in questo territorio.»

Per questo, la richiesta prioritaria rivolta alla Commissione straordinaria e istituzioni coinvolte è quella di sospendere decisioni affrettate e mettere formalmente a confronto tre opzioni di sviluppo:La greenway integrale (la conversione totale della sede ferroviaria); La salvaguardia del corridoio (la messa in sicurezza dei binari per utilizzi futuri); La soluzione integrata ferrovia-mobilità ciclabile, che permette la convivenza parallela dei binari per i treni e del percorso ciclopedonale.

Per la Valle del Simeto, reinserire la Motta–Regalbuto nella rete ferroviaria regionale non è un sogno del passato, ma un’ipotesi di mobilità moderna. Un collegamento diretto su ferro con il Porto di Catania, l’Aeroporto di Fontanarossa e i grandi nodi logistici rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per le aziende agrumicole e commerciali dell’area, oltre a offrire una valida alternativa all’uso dell’auto per migliaia di studenti e lavoratori pendolari.

Il Comitato non chiede miracoli a scatola chiusa, ma rigore scientifico: servono analisi costi-benefici aggiornate, valutazioni d’impatto economico per le imprese e proiezioni sui flussi reali di traffico. Prima di dichiarare “morta” una ferrovia, occorre dimostrare dati alla mano che non possa più servire al territorio.

Ecco il comunicato diramato dal Comunicato il cui promotore è il paternese Mirko Oliveri.

L’obiettivo è riportare al centro del dibattito pubblico il futuro della linea ferroviaria Motta Sant’Anastasia-Regalbuto, un’infrastruttura che potrebbe rappresentare ancora oggi un corridoio strategico per Paternò, la Valle del Simeto e l’intera Sicilia orientale.
Il Comitato non è contrario alle piste ciclabili, alla mobilità dolce o alla valorizzazione del paesaggio e del turismo. Al contrario, ritiene che siano importanti strumenti di sviluppo. La questione è un’altra, è davvero necessario cancellare definitivamente il sedime ferroviario per realizzare una greenway?
Trasformare un’intera infrastruttura ferroviaria in pista ciclopedonale significa compiere una scelta potenzialmente irreversibile. Una pista ciclabile può essere modificata nel tempo; un sedime ferroviario perduto è molto più difficile da ricostruire.
Per questo il Comitato chiede che, prima di qualsiasi decisione definitiva, vengano valutate concretamente almeno tre possibilità: greenway integrale, conservazione del corridoio ferroviario e soluzione integrata ferrovia-mobilità ciclabile, tecnicamente possibile. Chiediamo di riattivare la ferrovia. Chiediamo di verificare se possa rappresentare una possibilità concreta per il futuro. Servono studi seri sui flussi di passeggeri e merci, sui costi, sulla sostenibilità economica, sui collegamenti con Catania, aeroporto, porto e rete ferroviaria regionale, nonché sui benefici per le imprese, il turismo e le comunità della Valle del Simeto. Paternò e i territori attraversati dalla vecchia linea hanno bisogno di collegamenti moderni e intermodali. Non è necessario scegliere tra ferrovia e bicicletta, il vero obiettivo dovrebbe essere costruire un sistema nel quale ferro, mobilità dolce, turismo e ambiente possano convivere. Il Comitato chiede inoltre trasparenza e partecipazione reale. Cittadini, imprese, associazioni, tecnici e operatori economici devono poter conoscere e discutere preventivamente costi, alternative e conseguenze delle scelte che riguardano il futuro dell’infrastruttura. Quando una decisione può diventare irreversibile, il territorio ha il diritto di essere ascoltato prima, non soltanto informato dopo.

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