Un terreno apparentemente destinato ad attività agricole nascondeva, in realtà, una vera e propria coltivazione di cannabis realizzata all’interno di una serra artigianale, accuratamente nascosta tra la vegetazione.
È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia, supportati dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò e dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, nel corso di un servizio mirato al contrasto della produzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree rurali del territorio etneo.
L’attività è scaturita da un’approfondita azione informativa e da una mirata ricognizione del territorio, che ha consentito ai militari di concentrare l’attenzione su un fondo agricolo situato in contrada Schettino, nel territorio di Paternò. Ritenendo fondato il sospetto che l’area potesse essere utilizzata per la coltivazione illecita di stupefacenti, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di osservazione in modalità “discreta” e, successivamente, eseguito una perquisizione.
L’intuizione investigativa si è rivelata fondata. All’interno di una serra manufatta in legno e plexiglass, abilmente mimetizzata tra gli alberi, i militari hanno scorto 24 piante di cannabis indiana, in pieno stato vegetativo. Le verifiche sono poi proseguite nei fabbricati adiacenti, dove, all’interno di un magazzino, è stato trovato un sacco in plastica contenente quasi 2 chilogrammi di marijuana già essiccata e pronta per le successive fasi di lavorazione e presumibile immissione sul mercato illecito. I test speditivi eseguiti sul posto hanno confermato che la sostanza rinvenuta era effettivamente marijuana.
L’intera piantagione, la sostanza stupefacente e la serra utilizzata per la coltivazione sono state sottoposte a sequestro penale, mentre il proprietario del terreno, un 50enne residente a Paternò è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile della coltivazione illecita e della detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.