Connect with us

In Primo Piano

Rifugio Timparossa, ripulito da due giovani

All’interno del bivacco, in area protetta sull’Etna, erano stati abbandonati diversi chili di immondizia.

Pubblicato

il

Il rispetto della natura contro l’inciviltà; il degrado e l’ignoranza contro la tutela ambientale e la valorizzazione dei beni naturalisti. Questa volta gli zozzoni hanno avuto la peggio, sconfitti da un’azione lodevole, portata a termine da due giovani catanesi. Si tratta di Gaetano Casella, di Santa Venerina e di Nando Valvo, di Acireale, entrambi 22enni, che hanno ripulito il rifugio Timparossa, in piena area protetta, sull’Etna. Un bel gesto che dimostra come cresce, soprattutto nei giovani, la voglia di prendersi cura dell’ambiente in cui si vive; un’azione che ha più significati insieme, oltre a lanciare un messaggio a tutela della natura, traccia un chiaro segnale verso una società sana e rispettosa delle regole.

Il rifugio Timparossa, posto in zona A all’interno della riserva integrale dell’area protetta, è molto apprezzato dagli escursionisti sia d’estate che d’inverno; proprio per la sua posizione è meta di tanti visitatori. Come accade di norma anche per altri rifugi, ha purtroppo subito la sgradita visita di alcuni trogloditi che, dopo aver utilizzato il bivacco, nell’andare via hanno lasciato al suo interno rifiuti di ogni genere. A questo si aggiunge l’ignobile azione dei vandali. Con il passare del tempo l’immondizia si è accumulata, offrendo uno spettacolo indecente ed indecoroso.

Da qui la scelta dei due ragazzi di armarsi di buona volontà e ripulire ogni cosa. Per loro un’intera giornata di fatica, ma con la soddisfazione di aver realmente contribuito a migliorare la nostra terra. Hanno percorso un km a piedi per giungere al rifugio e trasportato tantissimi kg di spazzatura proseguondo così nel loro impegno a tutela di uno dei beni ambientali più importanti per la Sicilia: l’Etna.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Catania, la Finanza sequestra beni per 2,7 milioni di euro a società di capitali

Il provvedimento cautelare preventivo adottato dal GIP  è legato al mancato pagamento dell’Iva e all’evasione delle imposte

Pubblicato

il

Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Catania beni per 2,7 milioni di euro ad una  società di capitali attiva nel settore del commercio di bevande, al suo legale rappresentante e al suo amministratore di fatto. Il provvedimento cautelare preventivo adottato dal GIP  è legato al mancato pagamento dell’Iva e all’evasione delle imposte. Le indagini della Fiamme Gialle sono partite a seguito di una verifica fiscale eseguita dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania nei confronti della società per gli anni d’imposta dal 2018 al 2022. In particolare dai controlli è emerso che il mancato pagamento dell’Iva sui prodotti acquistati, destinati alla successiva commercializzazione, si aggirerebbe sui 3 milioni di euro. Tutto ciò, secondo la Finanza, sarebbe stato attuato attraverso la falsa attestazione del possesso dello status di “esportatore abituale”, qualità che consente, per legge, di ricevere fattura senza l’applicazione di tale imposta.

Inoltre i finanzieri avrebbero accertato una consistente evasione di imposte, attraverso il sistematico occultamento al fisco dei ricavi annualmente conseguiti nell’esercizio dell’attività economica, reso possibile dalla presentazione di dichiarazioni fiscali annuali non veritiere oppure  dall’omessa presentazione di quest’ultime.  Con riferimento a tale ultimo profilo, sarebbe stata, in particolare, constatata un’evasione di Iva per circa 2,5 milioni di euro e dell’imposta sui redditi delle società per oltre 200.000 euro. Oltre al sequestro preventivo la Guardia di finanza ha denunciato gli amministratori di fatto e di diritto per i reati fiscali di omessa e di infedele dichiarazione dei redditi.

Il gip ha disposto nei confronti della società e dei due indagati il sequestro preventivo, diretto e nella forma per equivalente, delle somme giacenti su conti correnti o depositi o su qualsiasi altro tipo di rapporto bancario intestato o cointestato o comunque riconducibile alla società o agli indagati per complessivi 2,7 milioni di euro, corrispondente alla somma delle imposte evase ai fini Iva e Ires, ritenuto il profitto dei reati di omessa dichiarazione dei redditi.

Continua a leggere

Cronaca

Adrano, tamponamento sulla SS284, auto si ribalta e donna di 52 anni rimane ferita

A scontrarsi per cause in corso di accertamento una Suzuki Ignis e una Fiat Panda, traffico a rilento per ore sul quel tratto di statale

Pubblicato

il

foto +Etnanews24*

E’ di una donna ferita il bilancio di un tamponamento registratosi poco prima delle 10.15 di oggi sulla SS 284 in territorio di Adrano,  non distante dallo svincolo che porta  verso lo “Stadio dell’Etna” . L’incidente è avvenuto  lungo la corsia di marcia in direzione Bronte. Sulla dinamica che rimane ancora poco chiara in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine.

Un tamponamento  che ha visto il coinvolgimento di una Suzuki Ignis condotta da una donna di 52 anni e una Fiat Panda con a bordo un uomo di 43 anni. A seguito dell’impatto la Suzuki si è ribaltata. Immediati sono scattati i soccorsi. Sul posto i carabinieri della compagnia di Paternò che hanno effettuati i rilievi del caso e regolato il traffico veicolare sulla SS 284, che ha subito pesanti rallentamenti; uomini de 115 del distaccamento di Adrano che hanno messo in sicurezza i due mezzi coinvolti nel sinistro, nonchè personale Anas che ha ripulito l’asfalto da detriti e olii.

Presenti anche diverse ambulanze. La donna è stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale di Paternò. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi. Controllato sul posto anche il conducente della Panda che non avrebbe riportato nulla di grave. Solo poco prima delle ore 13 il transito in quel tratto della statale è tornato regolare.

Continua a leggere

Trending