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Rifugio Timparossa, ripulito da due giovani

All’interno del bivacco, in area protetta sull’Etna, erano stati abbandonati diversi chili di immondizia.

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Il rispetto della natura contro l’inciviltà; il degrado e l’ignoranza contro la tutela ambientale e la valorizzazione dei beni naturalisti. Questa volta gli zozzoni hanno avuto la peggio, sconfitti da un’azione lodevole, portata a termine da due giovani catanesi. Si tratta di Gaetano Casella, di Santa Venerina e di Nando Valvo, di Acireale, entrambi 22enni, che hanno ripulito il rifugio Timparossa, in piena area protetta, sull’Etna. Un bel gesto che dimostra come cresce, soprattutto nei giovani, la voglia di prendersi cura dell’ambiente in cui si vive; un’azione che ha più significati insieme, oltre a lanciare un messaggio a tutela della natura, traccia un chiaro segnale verso una società sana e rispettosa delle regole.

Il rifugio Timparossa, posto in zona A all’interno della riserva integrale dell’area protetta, è molto apprezzato dagli escursionisti sia d’estate che d’inverno; proprio per la sua posizione è meta di tanti visitatori. Come accade di norma anche per altri rifugi, ha purtroppo subito la sgradita visita di alcuni trogloditi che, dopo aver utilizzato il bivacco, nell’andare via hanno lasciato al suo interno rifiuti di ogni genere. A questo si aggiunge l’ignobile azione dei vandali. Con il passare del tempo l’immondizia si è accumulata, offrendo uno spettacolo indecente ed indecoroso.

Da qui la scelta dei due ragazzi di armarsi di buona volontà e ripulire ogni cosa. Per loro un’intera giornata di fatica, ma con la soddisfazione di aver realmente contribuito a migliorare la nostra terra. Hanno percorso un km a piedi per giungere al rifugio e trasportato tantissimi kg di spazzatura proseguondo così nel loro impegno a tutela di uno dei beni ambientali più importanti per la Sicilia: l’Etna.

Cronaca

Catania, carabinieri trovano un arsenale in uso al gruppo mafioso dei “Nizza”

I militari dell’Arma, in due mesi di attività all’interno del rione San Cristoforo, hanno rinvenuto esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra

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Scoperto e sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania un arsenale ritenuto in uso al gruppo “Nizza” della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Si tratta di esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra. Arsenale rinvenuto nel corso di diverse perquisizioni operate, in circa due mesi, in diversi edifici e strutture collocati nel quartiere San Cristoforo.

In particolare nella zona più isolata di un’area adibita a parcheggio di un centro commerciale, i militari hanno notato la presenza di alcuni sacchi contenenti rifiuti non organici sovrapposti con l’obiettivo di occultare un beauty case al cui interno i carabinieri hanno trovato una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, nonché circa 300 cartucce di vario calibro. All’interno di un’abitazione di via Bianchi, apparentemente in stato d’abbandono, i militari hanno rinvenuto due borsoni contenenti una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, 2 fucili mitragliatori (specificamente un AK 47 Kalasnikov cal. 7,62 ed un “MP brasilien” cal. 9 munito di silenziatore), un fucile lanciagranate con 6 proietti e 757 cartucce di vario calibro, oltre ad un passamontagna con un giubbotto antiproiettile e 9 ordigni esplosivi. Vista la loro pericolosità in via Bianchi sono intervenuti militari della squadra artificieri del comando provinciale.

Nel prosieguo dell’attività, nelle vicinanze di un edificio scolastico ubicato sempre a San Cristoforo, è stato rinvenuto un altro borsone anche questo contenente un ulteriore mitra AK 47 Kalashnikov, un fucile a pompa, una pistola a tamburo cal. 38 con matricola abrasa, 68 cartucce di vario calibro ed un puntatore laser e, anche in questo caso, 3 ordigni esplosivi di tipo artigianale. In sostanza nell’ultimo bimestre i carabinieri del reparto operativo di Catania hanno trovato e sequestrato armi, ordigni artigianali e munizionamento vario, riconducibili al gruppo mafioso dei “Nizza”: ossia  9 armi , tra pistole, fucili mitragliatori e un fucile lanciagranate, efficienti e in ottimo stato di conservazione; 12 ordigni artigianali improvvisati (tra flash bang e cd. “pipe bomb”), contenenti esplosivo/bulloni e atti ad offendere; 837 tra proiettili e cartucce vari calibri e marchi. Le armi sono state inviate al R.I.S. di Messina per lo svolgimento degli accertamenti tecnici tesi a verificarne l’eventuale utilizzo in episodi criminosi.  

Nell’ambito della stessa operazione di controllo del quartiere San Cristoforo  i militari dell’Arma hanno anche arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto dalla Procura un soggetto vicino al gruppo mafioso “Nizza”, ricercato dal dicembre 2021, poiché colpito da un ordine di carcerazione; in manette anche una una persona di 43 anni trovata in possesso di 400 grammi di cocaina in pietra . Il ricercato, che deve scontare la pena di 11 mesi e 4 giorni di reclusione, è stato localizzato e bloccato all’interno di un’abitazione sita in via Cave di Villarà, dove aveva trovato rifugio. La perquisizione dell’uomo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa avente 12 cartucce nel serbatoio, circa 230 grammi di marijuana e la somma di circa 11 mila euro.  Per quanto riguarda l’arresto dell’uomo di 43e anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato bloccato nei pressi della propria abitazione di via Campisano, è stato trovato in possesso di quasi 400 grammi di cocaina e di 2.800 euro.

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