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S.M.Di Licodia al collasso tra rifornimenti chiusi e Bancomat inaffidabili

I cittadini lamentano: “Un paese al collasso, senza servizi essenziali”

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Un paese al collasso, senza servizi essenziali” . È questo il grido d’allarme di tanti cittadini licodiesi che in questi giorni stanno vivendo non pochi disagi legati al mancato funzionamento dei rifornimenti di carburante presenti sul territorio comunale. “Fuori servizio” o “chiuso per problemi tecnici” sono i cartelli presenti nei due distributori automatici di carburante licodiesi che hanno mandato su tutte le furie gli abitanti del piccolo centro etneo. Non è noto se e quando questi rifornimenti riapriranno ma la certezza è che tale disservizio sta costringendo gli abitanti a spostarsi verso comuni limitrofi per fare carburante. Tre sono i rifornimenti presenti nel comune di cui uno al momento è in fase di ristrutturazione totale, chiuso ormai da diversi mesi.

Come se non bastasse, a far saltare i nervi, anche il funzionamento altalenante del bancomat dell’ufficio Postale di via Pirandello, unico  sportello automatico disponibile in paese, che è frequentemente fuori uso soprattutto nel fine settimana quando si esaurisce la disponibilità di denaro erogabile. Senza la possibilità di prelevare contante, molti cittadini sono costretti a recarsi nei comuni vicini anche per le operazioni più semplici.

In un clima di sfacelo come quello già descritto, a tornare in auge principalmente sui social è la questione “banche”. Ormai da diversi anni, infatti, il comune etneo è privo di un istituto bancario. Un’assenza, questa, che crea enormi difficoltà soprattutto per gli anziani e per coloro che non hanno la possibilità di spostarsi facilmente. La banca più vicina si trova a chilometri di distanza, nei paesi di Biancavilla o Paternò, e per chi non dispone di mezzi propri o ha difficoltà a muoversi, svolgere operazioni bancarie diventa un’impresa ardua. L’assenza di una banca implica anche la mancanza di un punto di riferimento per le piccole e medie imprese locali, che devono gestire le loro finanze in modo più complesso e dispendioso. Su questo fronte, diversi sono stati i tentativi sia della politica locale che di liberi cittadini di poter riportare una banca in paese, tutti rimasti ad oggi infruttuosi.

 

Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò  e i militari del locale comando stazione , che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Cronaca

Adrano, due uomini in manette, trovate marijuana e tartarughe di specie protetta

Ad agire i poliziotti del locale commissariato

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Si aggirava in modo sospetto tra le vie del centro storico di Adrano. Il suo atteggiamento non è passato inosservato agli agenti della Polizia di Stato impegnati nel controllo del territorio. L’uomo, un adranita di 33 anni è stato raggiunto, identificato e sottoposto a perquisizione che ha consentito di trovare, negli slip, una bustina in plastica con 1,3 grammi di marijuana.

Intuendo che l’uomo potesse avere altra sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano hanno ritenuto opportuno estendere gli accertamenti all’abitazione in uso al 33enne.

In casa è stata trovata una busta con all’interno 23 grammi di marijuana ripartiti in 21 dosi già confezionate e pronte per essere spacciate. In un’ulteriore busta sono state rinvenute infiorescenze non ancora suddivise in dosi, per un peso complessivo di 180 grammi.

La droga trovata è stata posta sotto sequestro, insieme al materiale utile per il confezionamento, a bilancini di precisione e denaro contante in banconote di diverso taglio.

Dalle verifiche eseguite sul posto, i poliziotti del locale commissariato hanno intuito che l’abitazione fosse in uso anche ad un giovane adranita di 22 anni al momento non presente sul posto.

Invitato a presentarsi, il 22enne si è assunto ogni responsabilità sulla presenza della marijuana nell’abitazione, ammettendo che la droga trovata gli apparteneva. I due adraniti sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dopo la convalida del fermo il GIP ha disposto per il 22enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Adrano, con obbligo di presentazione tre volte a settimana presso un ufficio di polizia, mentre il 33enne è stato rimesso in libertà.

Durante la perquisizione nella casa, oltre alla droga, i poliziotti si sono imbattuti in due tartarughe rientranti tra le specie protette, le quali sono state sequestrate in quanto non regolarmente denunciate dal 22enne e successivamente sono state affidate al Corpo Forestale Regionale per il collocamento in un centro di recupero faunistico di Messina. Il giovane, quindi, è stato denunciato, in stato di libertà, per detenzione di esemplari animali appartenenti a specie protetta.

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