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S. M. di Licodia, Fame di aule, alla “Don Bosco” scattano i doppi turni per sei classi

In attesa dei locali di via Madonna di Carmelo, i piccoli della scuola primaria saranno costretti ad andare a scuola nel pomeriggio.

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All’Istituto Comprensivo “Don Bosco” continueranno a rotazione i doppi turni per le classi della primaria.

E lunedì con l’avvio dell’orario completo, la campanella suonerà alle 14,00 per gli studenti di quarta e quinta, che resteranno a scuola fino alle 19. La mattina verrà così riservata ai compiti e agli approfondimenti personali, dopo il pranzo arriveranno le lezioni e le spiegazioni. Un’organizzazione capovolta della vita scolastica, dai ritmi davvero insostenibile per i piccoli studenti, che dovranno rinunciare ad attività sportive e ludiche.

Intanto, l’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle istituzioni scolastiche e comunali, che in un susseguirsi di incontri lottano contro il tempo per mettere la parola fine alla rotazione pomeridiana. La soluzione alla carenza di spazi per la scuola, arriverebbe dalla disponibilità di 6 aule ubicate nel plesso dell’Istituto delle Orsoline di via Madonna del Carmelo, che il Comune dovrebbe prendere in affitto, come accade ormai da anni. Ma tra sopralluoghi, stanziamenti di fondi e contratti, i giorni sono passati e la situazione si è complicata.

Sulla questione il sindaco, Salvatore Mastroianni ha spiegato che: «l’inghippo sarebbe legato alla scadenza del contratto con la Compagnia di S. Orsola per usufruire, dell’edificio di via Madonna del Carmelo. Il rinnovo del contratto è stato rallentato dalla difficoltà a reperire i fondi. In aiuto la Corte dei Conti, ha stabilito che da quest’anno l’Alberghiero, – che fino a oggi ha goduto a titolo gratuito dei locali comunali di via Ulisse -, pagherà un affitto pari all’importo da corrispondere alle orsoline».

In mezzo, loro malgrado, restano le famiglie, come hanno testimoniato venerdì all’uscita di scuola tra il fuggi fuggi tipico di chi è troppo stanco e non vede l’ora di tornare a casa.

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Cronaca

Catania, carabinieri trovano un arsenale in uso al gruppo mafioso dei “Nizza”

I militari dell’Arma, in due mesi di attività all’interno del rione San Cristoforo, hanno rinvenuto esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra

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Scoperto e sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania un arsenale ritenuto in uso al gruppo “Nizza” della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Si tratta di esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra. Arsenale rinvenuto nel corso di diverse perquisizioni operate, in circa due mesi, in diversi edifici e strutture collocati nel quartiere San Cristoforo.

In particolare nella zona più isolata di un’area adibita a parcheggio di un centro commerciale, i militari hanno notato la presenza di alcuni sacchi contenenti rifiuti non organici sovrapposti con l’obiettivo di occultare un beauty case al cui interno i carabinieri hanno trovato una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, nonché circa 300 cartucce di vario calibro. All’interno di un’abitazione di via Bianchi, apparentemente in stato d’abbandono, i militari hanno rinvenuto due borsoni contenenti una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, 2 fucili mitragliatori (specificamente un AK 47 Kalasnikov cal. 7,62 ed un “MP brasilien” cal. 9 munito di silenziatore), un fucile lanciagranate con 6 proietti e 757 cartucce di vario calibro, oltre ad un passamontagna con un giubbotto antiproiettile e 9 ordigni esplosivi. Vista la loro pericolosità in via Bianchi sono intervenuti militari della squadra artificieri del comando provinciale.

Nel prosieguo dell’attività, nelle vicinanze di un edificio scolastico ubicato sempre a San Cristoforo, è stato rinvenuto un altro borsone anche questo contenente un ulteriore mitra AK 47 Kalashnikov, un fucile a pompa, una pistola a tamburo cal. 38 con matricola abrasa, 68 cartucce di vario calibro ed un puntatore laser e, anche in questo caso, 3 ordigni esplosivi di tipo artigianale. In sostanza nell’ultimo bimestre i carabinieri del reparto operativo di Catania hanno trovato e sequestrato armi, ordigni artigianali e munizionamento vario, riconducibili al gruppo mafioso dei “Nizza”: ossia  9 armi , tra pistole, fucili mitragliatori e un fucile lanciagranate, efficienti e in ottimo stato di conservazione; 12 ordigni artigianali improvvisati (tra flash bang e cd. “pipe bomb”), contenenti esplosivo/bulloni e atti ad offendere; 837 tra proiettili e cartucce vari calibri e marchi. Le armi sono state inviate al R.I.S. di Messina per lo svolgimento degli accertamenti tecnici tesi a verificarne l’eventuale utilizzo in episodi criminosi.  

Nell’ambito della stessa operazione di controllo del quartiere San Cristoforo  i militari dell’Arma hanno anche arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto dalla Procura un soggetto vicino al gruppo mafioso “Nizza”, ricercato dal dicembre 2021, poiché colpito da un ordine di carcerazione; in manette anche una una persona di 43 anni trovata in possesso di 400 grammi di cocaina in pietra . Il ricercato, che deve scontare la pena di 11 mesi e 4 giorni di reclusione, è stato localizzato e bloccato all’interno di un’abitazione sita in via Cave di Villarà, dove aveva trovato rifugio. La perquisizione dell’uomo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa avente 12 cartucce nel serbatoio, circa 230 grammi di marijuana e la somma di circa 11 mila euro.  Per quanto riguarda l’arresto dell’uomo di 43e anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato bloccato nei pressi della propria abitazione di via Campisano, è stato trovato in possesso di quasi 400 grammi di cocaina e di 2.800 euro.

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