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Cronaca

S.M. di Licodia, incendio zona Cavaliere: fiamme minacciano abitazioni

Residenti della zona chiedono maggiori controlli e ampliamento della strada per permettere il passaggio agevole dei mezzi di soccorso

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Un vasto incendio si è verificato questa mattina in via Crovacchi in territorio di Santa Maria di Licodia, poco distante dal campeggio estivo di zona vigne. Le fiamme, che si sono levate alte interessando una vasta area di vegetazione boschiva, hanno lambito pericolosamente anche alcune abitazioni occupate in quel momento da diversi residenti della zona. Sul posto, allertati dai residenti, sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza le abitazioni e domato le fiamme con non poca facilità, vista l’estensione del rogo e la difficoltà di accesso della zona da parte dei mezzi pesanti.

Gli incendi estivi rappresentano oggi, soprattutto per il meridione, una sfida complessa che richiede un approccio integrato tra vari attori della società, mirati alla loro prevenzione ed alla gestione. Dopo l’ennesimo incendio che colpisce questa area boschiva, con cadenza annuale, a sollevare preoccupazione per la sicurezza e l’incolumità sono anche diversi residenti della zona: “Serve un controllo costante del territorio da esasperare nel periodo estivo” hanno affermato ad Etna News 24 alcuni residenti dopo i fatti di oggi. “Chiediamo ai proprietari dei terreni di attuare ogni accorgimento ed ogni bonifica dalle erbacce, al fine di evitare lo svilupparsi e il propagarsi delle fiamme nel periodo estivo. All’amministrazione comunale, chiediamo uno sforzo affinché possa migliorare questa strada ampliandola, perché qui abitiamo diverse famiglie e in caso di necessità le autobotti non riescono ad accedere se non con tanta difficoltà o buttando giù qualche muretto”. Al momento non è noto se l’incendio di oggi possa avere una matrice dolosa o essere semplicemente legato alle alte temperature che si stanno registrando in questi giorni.

Cronaca

Paternò, incendio sterpaglie lungo Corso Marco Polo, fiamme minacciano asilo nido

Altri roghi si sono registrati lungo la statale 683 in territorio di Caltagirone e nei pressi della Tangenziale a Misterbianco

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Ancora incendi nel catanese per via del forte caldo di questi giorni che sta mettendo a dura prova i vigili del fuoco del comando provinciale. A Paternò un incendio si è sviluppato poco prima delle ore 13 in un terreno abbandonato ricco di sterpaglie e rifiuti che si trova lungo Corso Marco Polo a pochi passi dall’asilo nido ormai del tutto vandalizzato e a pochi metri dalle abitazioni. Sul posto per spegnere il rogo i pompieri del distaccamento di Paternò.

Altri incendi si sono registrati nel primo pomeriggio lungo la strada statale 683, in territorio di Caltagirone. Il fumo ha reso precaria la visibilità degli automobilisti. A spegnere l’incendio i pompieri di Caltagirone e di Vizzini. Altro incendio sulla tangenziale in territorio di Misterbianco. Ad agire per domare le fiamme i pompieri del comando provinciale.

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Cronaca

Adrano, trovato più volte alla guida senza patente, condannato a 3 mesi di domiciliari

Il Tribunale di Sorveglianza dovendo decidere in merito, a fronte di sentenza di condanna definitiva ha valutato inammissibile la richiesta di scontare la pena con affidamento ai Servizi Sociali ritenendo, invece, più idonea la detenzione domiciliare.

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Ad Adrano gli agenti del locale commissariato hanno dato corso ad un ordine di esecuzione pena nei confronti di un adranita di 54 anni per espiare in regime di detenzione domiciliare la pena di 3 mesi e un’ammenda di 3 mila euro, a seguito di sentenza divenuta definitiva, in quanto riconosciuto colpevole del reato reiterato di guida senza essere titolare di patente in quanto mai conseguita e più sorpreso a guidare senza averne titolo.

Il Tribunale di Sorveglianza presso la Corte di Appello di Catania, dovendo decidere in merito, a fronte di sentenza di condanna definitiva ha valutato inammissibile la richiesta di scontare la pena con affidamento ai Servizi Sociali ritenendo, invece, più idonea la detenzione domiciliare.  Il personale del commissariato una volta ricevuto l’ordine di esecuzione, ha proceduto agli adempimenti di rito sottoponendo l’uomo al regime restrittivo presso la propria abitazione dove dovrà scontare la pena.

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