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Cultura

Santa Maria di Licodia, sabato la XXXIV edizione del premio “Torre d’argento”

I premi spazieranno tra personaggi illustri dello spettacolo, del giornalismo e dell’imprenditoria nazionale

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Anche quest’anno, Santa Maria di Licodia, sarà patria di arte, cultura e spettacolo grazie all’attesissimo appuntamento con il premio “Torre d’argento” ideato e promosso dal direttore artistico Giancarlo Santanocito. L’evento, giunto ormai alla sua trentaquattresima edizione, si terrà sabato 2 settembre a partire dalle ore 20:30, all’interno della magnifica cornice del chiostro dei Benedettini, sotto la torre arabo-normana simbolo del paese e da cui lo stesso riconoscimento prende il nome. La conduzione della serata è stata affidata alla giornalista Mary Sottile. Diversi i personaggi che saranno premiati durante la serata, tra cui l’attore Salvatore Lazzaro noto per aver recitato nella fiction “Il Capo dei Capi”, il condirettore di “Libero” Pietro Senaldi, l’imprenditrice vinicola Novella Trantino, il percussionista Tony Esposito e l’istruttore cinofilo licodiese Alfio Ingiulla. L’evento di sabato ha ricevuto il patrocinio dell’Ars e del Comune di Santa Maria di Licodia e vede invitati il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana on. Gaetano Galvagno, il deputato Francesco Maria Salvatore Ciancitto, l’on. Giuseppe Castiglione e l’avvocato Rosanna Natoli componente fra i membri laici del Consiglio superiore della Magistratura. All’interno della serata, l’organizzazione ha voluto inserire diversi momenti musicali con la presenza di Dafni Pinzone, Joeca, la soprano Carmen Salamone e il Duo Blanco Sinacori.

Cultura

Centro Metereologico Siciliano: “strana luce in cielo era razzo vettore dei satelliti Starlink”

L’evento ha destato tantissima curiosità e molte ipotesi tra le migliaia di persone che hanno visto la strana luce in cielo

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Migliaia di cittadini con la testa in su per osservare ieri sera una “strana luce” che si muoveva nel cielo. La presenza di una simile luce, piuttosto abbagliante, è stata segnalata da cittadini residenti in diversi comuni della provincia etnea e non solo : Paternò, Biancavilla, Adrano, Belpasso, Scordia, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Motta Sant’Anastasia, Catania . Sono alcune delle segnalazioni arrivate alla nostra redazione.

Accanto alla luce si trovava anche un altro oggetto che si muovevano cosi quasi all’unisono. Un fenomeno che sarebbe stato visto anche nell’entroterra siciliana. Al momento si tratta di oggetti non identificati. Diverse le “spiegazioni” che in queste ore circolano. Si va da un probabile fenomeno atmosferico, ad un particolare tipo di drone, per passare per una mongolfiera e per arrivare al lancio (con molta probabilità si tratterebbe di ciò) di una serie di satelliti per costellazione “Internet Starlink” da parte di Elon Musk. Nelle prossime ore ne sapremo di più.

AGGIORNAMENTO ORE 08.30

Il Centro meteorologico siciliano ha spiegato che l’avvistamento che ha interessato il sud Italia era “il razzo vettore dei satelliti Starlink. Alle 19.15 di ieri , SpaceX ha lanciato un lotto di satelliti per la costellazione Starlink dal complesso di lancio 40 a Cape Canaveral, Florida, USA. Questo lancio fa parte del progetto di SpaceX per fornire un sistema di comunicazione Internet spaziale attraverso una vasta rete di satelliti in orbita bassa terres (LEO). Il razzo vettore, un Falcon 9 Block 5, ha completato con successo la missione di mettere in orbita i satelliti Starlink. L’orbita dei satelliti è a bassa quota  quindi il razzo è stato visibile durante il lancio e l’inserimento in orbita. Questo spiega perché molti hanno potuto osservare il razzo in volo, dato che la traiettoria del lancio era visibile dal sud Italia”.

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Cultura

Paternò, l’addio alla littorina della FCE, una riflessione sul suo ruolo nel territorio etneo

Per oltre cento anni, intere generazioni di affezionati pendolari hanno utilizzato questo mezzo pubblico per recarsi al lavoro o a scuola, nel capoluogo etneo e viceversa. Ora il locomotore viene mandato in pensione.

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foto dal Web "Liveunisersity"

L’addio alla littorina  per dare spazio alla nuova metropolitana da spazio a delle riflessioni sul ruolo che il trenino della FCE ha avuto per il territorio etneo. Sabato scorso abbiamo registrato l’ultimo fischio della littorina che ha segnato cosi il termine del suo ultimo viaggio, dalla stazione Borgo di Catania a Paternò. Per oltre cento anni, intere generazioni di affezionati pendolari hanno utilizzato questo mezzo pubblico per recarsi al lavoro o a scuola, nel capoluogo etneo e viceversa. Ora il locomotore viene mandato in pensione; per anni ha attraversato la terra nera dell’Etna, spinto da un motore diesel in tutte le stagioni dell’anno, su quelle strette rotaie.

L’arrivo della metropolitana renderà quella vecchia tratta solo un ricordo, o forse un giorno diventerà la preferita dai turisti. Quanti ricordi su quei angusti sedili, freddi in inverno e roventi in estate! Suggestiva la visione dell’Etna, visibile da qualsiasi posizione.

Il territorio di Paternò è attraversato da due linee ferroviarie: la vecchia ferrovia dello Stato a sistema ordinario e la Circumetnea. Entrambe sono il frutto di conquiste nei tempi andati. La ferrovia dello Stato che da Motta Sant’Anastasia arrivava a Paternò per proseguire a Schettino, stazione intermedia per Mandarano, Regalbuto e Nicosia. Ferrovia progettata nell’immediata Unità d’Italia. Era “L’idea di saldare la Valle del Simeto e la Valle del Salso con una linea ferroviaria secondaria nata nel 1879, quando l’Ufficio tecnico provinciale di Catania aveva presentato il progetto al Ministero dei lavori pubblici. Il progetto venne approvato nel 1885 con un decreto del 21 marzo. Le risorse furono trovate nel 1908, quando il Consiglio Superiore dei LLPP ne modifico il progetto; che a sua volta fu ancora una volta modificato. Il progetto modificato aveva eliminato la diramazione da Paternò sulla Circumetnea e definitivamente approvato nel 1921”. Lavori iniziati nella primavera del 1925. La ferrovia statale dunque sarebbe servita per il trasporto merci, mentre la Circumetnea serviva per il movimento passeggeri e il collegamento con il capoluogo. Il ritorno della storia. Come ad inizio del secolo breve, le infrastrutture ferrovia, ponti sui fiumi e ecc.. servirono per alleviare la fame. Anche in questo nuovo millennio Metropolitana, raddoppio della ferrovia sembrano essere la panacea per il lavoro che al sud non c’è.

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