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Ultimatum dei sindacati al call center “Lombardia contact” a tutela dei lavoratori

Cse Fulscam e Ugl terziario, pronti da domani a proclamare lo stato d’agitazione per i call center di Paternò e Biancavilla.

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Ultimatum dei sindacati Cse Fulscam e Ugl terziario, insieme alle Rsa aziendali del call center “Lombardia contact” che nel comprensorio ha due sedi operative, a Paternò e Biancavilla. Nel giorno della notizia del risultato negativo del tampone, sulla 25enne, biancavillese, dipendente dell’azienda nella sede di Paternò, i sindacati, con una lunga nota, chiedono l’attivazione di tutte le procedure previste dal protocollo condiviso di regolamentazione per il contrasto della diffusione del coronavirus.

«Impensabile che, nonostante le promesse dei dirigenti di procedere ad interventi preventivi per mettere in sicurezza l’ambiente lavorativo ed i propri dipendenti – si legge nella nota -, ad oggi non sono seguiti i fatti. Questo comportamento poco accorto, leggero, strafottente, al limite dell’irresponsabile non potrà essere più consentito dai nostri sindacati.

Con questo comunicato, quindi, si rende noto agli spettabili responsabili delle sedi del call center Lombardia Contact srl di Paternò e Biancavilla, che se le azioni indicate nel “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, come oltre alla dislocazione dei lavoratori rispettando la distanza di sicurezza, la sanificazione dei locali, la misurazione della temperatura e l’attivazione dello Smart working nei limiti del possibile, non troveranno attuazione entro la giornata di domani, lunedì 16 marzo, attiveremo i nostri Rsa per proclamare lo stato d’agitazione e procederemo a formale denuncia presso le Autorità competenti per inadempimento delle misure deliberate dal Governo nazionale.

Il tempo della comprensione termina – continuano i rappresentanti sindacali – quando si scontra con la mancanza di senso di responsabilità nel rispettare le normative urgenti emanato dal Governo. Noi in questo momento dobbiamo pensare solo a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori, che, lo ricordiamo ancora una volta, stanno tenendo in piedi un servizio essenziale per la regione Lombardia e con pazienza abbiamo atteso oltre i limiti consentiti dalla ragionevolezza dell’emergenza. Ribadiamo alla società la nostra disponibilità ad un incontro in videoconferenza al fine di trovare soluzioni a maggior tutela dei lavoratori e a garanzia del mantenimento del servizio prestato. Con questo appello mi rivolgo anche alle autorità locali affinché facciano sentire la loro voce autorevole.»

Cronaca

Catania, carabinieri trovano un arsenale in uso al gruppo mafioso dei “Nizza”

I militari dell’Arma, in due mesi di attività all’interno del rione San Cristoforo, hanno rinvenuto esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra

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Scoperto e sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania un arsenale ritenuto in uso al gruppo “Nizza” della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Si tratta di esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra. Arsenale rinvenuto nel corso di diverse perquisizioni operate, in circa due mesi, in diversi edifici e strutture collocati nel quartiere San Cristoforo.

In particolare nella zona più isolata di un’area adibita a parcheggio di un centro commerciale, i militari hanno notato la presenza di alcuni sacchi contenenti rifiuti non organici sovrapposti con l’obiettivo di occultare un beauty case al cui interno i carabinieri hanno trovato una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, nonché circa 300 cartucce di vario calibro. All’interno di un’abitazione di via Bianchi, apparentemente in stato d’abbandono, i militari hanno rinvenuto due borsoni contenenti una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, 2 fucili mitragliatori (specificamente un AK 47 Kalasnikov cal. 7,62 ed un “MP brasilien” cal. 9 munito di silenziatore), un fucile lanciagranate con 6 proietti e 757 cartucce di vario calibro, oltre ad un passamontagna con un giubbotto antiproiettile e 9 ordigni esplosivi. Vista la loro pericolosità in via Bianchi sono intervenuti militari della squadra artificieri del comando provinciale.

Nel prosieguo dell’attività, nelle vicinanze di un edificio scolastico ubicato sempre a San Cristoforo, è stato rinvenuto un altro borsone anche questo contenente un ulteriore mitra AK 47 Kalashnikov, un fucile a pompa, una pistola a tamburo cal. 38 con matricola abrasa, 68 cartucce di vario calibro ed un puntatore laser e, anche in questo caso, 3 ordigni esplosivi di tipo artigianale. In sostanza nell’ultimo bimestre i carabinieri del reparto operativo di Catania hanno trovato e sequestrato armi, ordigni artigianali e munizionamento vario, riconducibili al gruppo mafioso dei “Nizza”: ossia  9 armi , tra pistole, fucili mitragliatori e un fucile lanciagranate, efficienti e in ottimo stato di conservazione; 12 ordigni artigianali improvvisati (tra flash bang e cd. “pipe bomb”), contenenti esplosivo/bulloni e atti ad offendere; 837 tra proiettili e cartucce vari calibri e marchi. Le armi sono state inviate al R.I.S. di Messina per lo svolgimento degli accertamenti tecnici tesi a verificarne l’eventuale utilizzo in episodi criminosi.  

Nell’ambito della stessa operazione di controllo del quartiere San Cristoforo  i militari dell’Arma hanno anche arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto dalla Procura un soggetto vicino al gruppo mafioso “Nizza”, ricercato dal dicembre 2021, poiché colpito da un ordine di carcerazione; in manette anche una una persona di 43 anni trovata in possesso di 400 grammi di cocaina in pietra . Il ricercato, che deve scontare la pena di 11 mesi e 4 giorni di reclusione, è stato localizzato e bloccato all’interno di un’abitazione sita in via Cave di Villarà, dove aveva trovato rifugio. La perquisizione dell’uomo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa avente 12 cartucce nel serbatoio, circa 230 grammi di marijuana e la somma di circa 11 mila euro.  Per quanto riguarda l’arresto dell’uomo di 43e anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato bloccato nei pressi della propria abitazione di via Campisano, è stato trovato in possesso di quasi 400 grammi di cocaina e di 2.800 euro.

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