I carabinieri della Stazione di Sant’Agata Li Battiati hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal GIP in relazione al reato di truffa aggravata in concorso, nei confronti di un catanese di 18 anni, che era ancora minorenne al momento del compimento dei fatti contestatigli.
Vittime di turno una 75enne di Sant’Agata Li Battiati ed una 83enne di Tremestieri Etneo, prese di mira dai malviventi con l’ormai nota truffa del cosiddetto “finto Carabiniere”. I fatti risalgono alla mattinata dello scorso 8 luglio, allorquando la 75enne avrebbe ricevuto la telefonata di un fantomatico “maresciallo dei Carabinieri” il quale, appreso dalla donna di trovarsi insieme al marito, le ha chiesto di poter parlare al coniuge dal quale aveva così ottenuto il numero della sua utenza cellulare personale. Altro non era, però, che un escamotage del malvivente per truffare la donna.
Il “finto maresciallo” infatti, immediatamente dopo avrebbe chiamato telefonicamente l’anziano al solo fine di tenerlo “occupato” e, contemporaneamente, avrebbe inscenato il classico scenario tragico con la donna utilizzando l’altra utenza, quella fissa, ingenerando nella vittima il timore di un pericolo immaginario, stante il quale il figlio sarebbe stato coinvolto in un grave incidente stradale con conseguente pericolo di vita per l’altra persona coinvolta.
A questo, come da copione, avrebbe fatto da contraltare l’apparente benevolente interesse in favore della poveretta alla quale avrebbe prospettato che, per evitare una potenziale carcerazione del suo caro, sarebbe stato necessario versare una cauzione in denaro o gioielli.
L’anziana non avrebbe tergiversato per aiutare il figlio e avrebbe aperto la cassaforte elencando al truffatore al telefono tutti i suoi preziosi, per un valore complessivo di circa 50 mila euro, ricevendo invero assicurazioni dall’interlocutore sul buon esito che avrebbe avuto l’operazione, nonché che avrebbe dovuto consegnare i gioielli ad un suo delegato che, poi, li avrebbe custoditi in caserma in attesa della loro futura riconsegna.
Incaricato che, in effetti, si sarebbe presentato alla 75enne solo dopo qualche minuto, e che si sarebbe trattenuto con lei giusto il tempo di ricevere la busta con i gioielli, salvo allontanarsi subito dopo.
Amara la scoperta della verità da parte della donna che, insieme al marito fino a quel momento ancora impegnato al telefono con un complice del truffatore, ha realizzato d’essere stata truffata ed ha pertanto immediatamente avvisato i Carabinieri di quanto accaduto.
I militari hanno immediatamente attivato le indagini e hanno appreso dai loro colleghi della Stazione di Tremestieri Etneo, confinante con il comune di Sant’Agata Li Battiati, che un’altra truffa era appena stata perpetrata ai danni di una 83enne alla quale i malviventi, con le stesse modalità, avrebbero sottratto una somma di denaro di 3500 euro nonché, unica differenza con l’altra, anche il telefono cellulare unitamente alla carta bancomat e relativo pin d’accesso per consentire “all’incaricato” di prelevare altri soldi dall’ATM al fine di racimolare la cifra richiesta.
Anche in questo caso l’83enne, poco dopo aver consegnato i suoi averi al malvivente, avrebbe ricevuto la telefonata di un sedicente “avvocato” che, per circa mezz’ora, l’avrebbe tenuta impegnata al telefono per il tempo necessario ai malviventi di effettuare prelievi agli sportelli e pagamenti tramite POS, impedendole pertanto di essere raggiunta telefonicamente dai propri cari e capire l’inganno.
Le indagini dei Carabinieri si sono basate soprattutto sulla disamina di una moltitudine di impianti di videosorveglianza, nei comuni di Sant’Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo e Catania.
I filmati hanno tra l’altro consentito d’individuare ed identificare il cosiddetto “incaricato”, cioè il 18enne destinatario della misura cautelare, che, descritto dalle vittime nelle fattezze fisiche e nell’abbigliamento indossato, utilizzava uno scooter già sottoposto a fermo amministrativo.
Il giovane è stato altresì ripreso mentre, ai danni dell’83enne, effettuava un prelievo di ulteriori due mila euro in una banca di Mascalucia nonché l’acquisto, stavolta fallito per l’avvenuto blocco della carta bancomat da parte dell’anziana, di alcuni occhiali da sole presso un negozio di ottica nel centro cittadino di Catania. Il 18enne giovane è stato collocato in una comunità.