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Paternò, un futuro possibile per l’ex Albergo Sicilia?

Cittadini, associazioni, comitati e tutte le realtà del territorio, invitate al sit-in, lunedì 15 giugno alle ore 19:00 davanti all’Hotel Sicilia

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Posto all’ingresso della città, l’edificio che un tempo fu il noto “Albergo Sicilia”, ormai da decenni segna con il suo stato di degrado l’evidenza di un decadimento che ammanta l’intera comunità cittadina. Preso d’assalto negli anni, abusivamente, da stranieri in cerca di ricovero, è stato poi blindato, anche se non troppo. Rimasto pressoché abbandonato e vandalizzato, lo si è additato spesso come esempio per documentare l’inefficienza amministrativa.

Da anni, comunque, vi si discute intorno, annoverandolo insieme alle tante altre risorse che si vorrebbero recuperare. Ora, nelle ultime settimane, il focus dell’attenzione va sempre più centrandosi sull’edifico, di proprietà della Provincia.

E’ vero che in città c’è voglia di rinascita che cova sotto la cenere e allora il primo edificio che si vuole riportare in vita, come baluardo di una nuova e sempre più sperata rinascita sembra essere proprio l’Albergo Sicilia.

Ora, in questa Paternò che vuol riprendere in mano la gestione del territorio e dei suoi simboli, in questo tempo amministrato dai Commissari straordinari, che è sentito come una fase transitoria di interregno, dal basso della città sta germinando o serpeggiando, dipenderà dalle intenzioni interiori, una volontà di programmazione al riguardo.

Il dibattito si è acceso da quando l’ass. Penelope ha manifestato la propria volontà di recuperare l’edificio per destinarlo a struttura di accoglienza dei numerosi stranieri presenti in città e contribuire in tal modo a fornire una soluzione all’annosa questione della baraccopoli di via Ciappe Bianche: insediamento informale che ospita decine di braccianti agricoli migranti (in gran parte nordafricani) che lavorano nel settore agrumicolo della Piana di Catania. L’area, tristemente nota per le gravissime condizioni di degrado, l’assenza di servizi igienico-sanitari e i problemi legati al caporalato, è anch’essa percepita come una questione con cui dover fare i conti se si vuole pianificare un progetto di rinascita della città. La proposta dei soci “Penelope”, come detto, ha acceso il dibattito, moltiplicando le proposte sulle possibili destinazioni dell’edificio. A controbattere per primi sono stati gli associati di “Paternò Che” con l’idea di trasformarlo in residenza universitaria con biblioteche e aule studio decentrate per dargli nuova vita destinandolo prevalentemente ai giovani. A seguire, sono arrivate le proposte di altri: si avverte il bisogno perciò di incontrarsi per confrontarsi. L’idea è quella di un Sit-In, aperto a tutti i cittadini e alle associazioni presenti in città.

A promuovere l’incontro, in collaborazione con UPA e Polisnap  è stata l’ass. “L’Aria Nuova” che immagina per l’edificio l’idea di un Centro Civico e Associativo: Una città non appartiene ai partiti, ai gruppi ristretti o a chi pensa di poter decidere per tutti. Una città appartiene ai suoi cittadini. Le scelte che incidono sul futuro di una comunità non possono essere calate dall’alto, né possono essere il risultato di decisioni prese da pochi.
Ogni percorso di rinascita, ogni progetto di recupero, ogni idea che riguarda il futuro della nostra città deve nascere dall’ascolto, dal confronto e dalla partecipazione di chi quella città la vive ogni giorno.
Nessuno può pensare di ricostruire Paternò senza partire dai paternesi, nessuno può sostituirsi alla volontà collettiva della comunità. 
Sarà un momento di ascolto e confronto aperto, nel quale chiunque potrà esprimere idee, proposte e visioni sul futuro di uno dei luoghi simbolo della nostra città.
Perché il futuro di Paternò non deve essere deciso da pochi, ma costruito insieme. 

L’appuntamento, dunque, per cittadini, associazioni, comitati e tutte le realtà del territorio a partecipare al sit-in è programmato  lunedì 15 giugno alle ore 19:00 davanti all’Hotel Sicilia. L’opinione di ciascuno sarà importante e potrebbe diventare determinante.

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