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Cronaca

Aci Castello, lotta al caporalato e al lavoro nero: irregolarità in due strutture alberghiere

Per una delle due attività è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale

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Proseguono i controlli dei Carabinieri per contrastare il fenomeno del caporalato e del lavoro irregolare nel settore turistico-alberghiero, un comparto che, soprattutto durante la stagione estiva, registra un significativo incremento dell’attività e della richiesta di manodopera. L’obiettivo dei controlli è quello di tutelare i lavoratori, garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese e assicurare il rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nell’ambito della specifica campagna di controllo disposta dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, i militari della Stazione di Aci Castello, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania, hanno effettuato una serie di verifiche presso 2 strutture ricettive del territorio, denunciando in stato di libertà due imprenditori: un 46enne residente ad Aci Castello e un 63enne residente a Ispra (VA), ritenuti responsabili, a vario titolo, di violazioni in materia di lavoro.

L’attività ispettiva ha interessato complessivamente due aziende, entrambe risultate irregolari. Nel corso delle verifiche sono stati identificati 11 lavoratori, 2 dei quali impiegati completamente “in nero”, ossia privi di qualsiasi regolare rapporto di lavoro. In particolare, agli indagati vengono contestate l’omessa sottoposizione dei lavoratori alla prevista sorveglianza sanitaria, nonché l’impiego di lavoratori irregolari e “in nero”.

Proprio per la presenza di lavoratori irregolari in misura superiore alla soglia prevista dalla normativa, ha comportato, per una delle due attività, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, misura finalizzata a interrompere immediatamente situazioni di grave irregolarità e a garantire la tutela dei lavoratori. i due imprenditori sono stati denunciati.

Complessivamente sono state elevate ammende per 2.847,68 euro, contestate sanzioni amministrative per 6.400 euro e accertati contributi previdenziali e assistenziali evasi per ulteriori 1.800 euro.

 

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