Il comandante della Polizia Municipale di Santa Maria di Licodia, ha replicato oggi attraverso una propria nota ufficiale a quanto denunciato negli scorsi giorni da un cittadino licodiese (rileggi l’articolo) in merito a schiamazzi notturni – e non solo – che si registrano nel centro abitato licodiese.
La nota integrale
In merito all’esposto-denuncia ed alle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa da Antonio Mazzaglia, ex sindaco del comune ed esponente dei residenti del centro cittadino, si rende necessaria una risposta chiara e con la dovuta fermezza istituzionale.
«Intendo rispondere con estrema chiarezza alle affermazioni diffuse in questi giorni. Ciò che sorprende maggiormente è che accuse di questo tipo arrivino da chi è stato Primo Cittadino di questo Comune e che, più di chiunque altro, dovrebbe conoscere la macchina amministrativa e le reali condizioni in cui versano gli uffici municipali. Pretendere un presidio o interventi straordinari tra le 22:30 e le 02:00 di notte da parte della Polizia Municipale significa ignorare totalmente la realtà dei fatti. La realtà oggettiva è che questo Comando è composto in tutto da sole due persone. E in questo preciso momento, una di queste due unità è legittimamente in ferie. Stiamo parlando di una carenza d’organico drammatica: con questi numeri facciamo i salti mortali per garantire i servizi minimi essenziali la mattina. A stento, e solo ogni tanto, riusciamo a coprire qualche turno pomeridiano, tanto che molto spesso il Comando deve rimanere chiuso nel pomeriggio.
In queste condizioni strutturali, parlare di servizio o pattugliamento notturno è semplicemente assurdo e fuori da ogni logica gestionale. Nell’esposto si fa inoltre riferimento a guida senza patente, gare clandestine e compravendite sospette da auto in sosta. Si tratta di accuse e segnalazioni estremamente pesanti. Parliamo di ipotesi di reato e di questioni che attengono direttamente all’ordine e alla sicurezza pubblica, ambiti che vanno ben oltre le competenze amministrative della Polizia Municipale e che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine a ordinamento statale. All’ex sindaco Mazzaglia dico molto chiaramente che se è a conoscenza di reati, se ha visto personalmente determinate scene o se è in possesso di elementi concreti — come, ad esempio, i numeri di targa dei veicoli coinvolti nelle presunte gare o nei presunti scambi illeciti — ha il dovere di fare una cosa ben precisa: andare personalmente in caserma dai Carabinieri o in Procura e sporgere regolare denuncia, fornendo tutti i ragguagli agli investigatori preposti. Limitarsi a fare esposti generici o a uscire sugli organi di stampa serve solo a creare allarmismo, non a risolvere i problemi. Chi ha dati e dettagli li porti a chi ha gli strumenti operativi e legali per indagare e intervenire nelle ore notturne.»