Si è conclusa con cinque fendenti alle spalle e la fuga in auto, l’aggressione avvenuta ad Adrano nel cuore della notte del 3 agosto scorso, in piazza Diaz, secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri.
Alla base del misfatto sembrerebbe esserci stato un regolamento di conti per questioni passionali.
I Carabinieri della Stazione di Adrano hanno ricostruito la vicenda e identificato i presunti autori dell’aggressione: un 39enne e un 17enne, padre e figlio, entrambi residenti ad Adrano.
L’episodio, come detto, si è verificato nella notte del 3 agosto scorso, in piazza Armando Diaz, dove la vittima, un 21enne del posto, aveva incontrato i due compaesani, padre e figlio, per chiarire una precedente vicenda di natura sentimentale con una parente dei due.
La discussione sarebbe però degenerata quando i congiunti avrebbero chiesto al giovane di consegnare il telefono cellulare per controllare le chat intercorse con la donna legata ai due indagati.
Al rifiuto della vittima, che si è quindi voltata per allontanarsi, il 17enne avrebbe sferrato alle sue spalle diversi colpi con uno strumento da punta e taglio, per poi scappare insieme al 39enne a bordo di una utilitaria.
La vittima è stata subito portata presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Biancavilla, dove i medici, oltre a curarlo e successivamente dimetterlo con 15 giorni di prognosi, hanno dato subito l’allarme.
I Carabinieri della Stazione di Paternò, intervenuti nell’immediatezza, hanno raggiunto il Pronto Soccorso e raccolto le prime informazioni dalla persona ferita e dal fratello, ricavando i primi elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto, quindi hanno condiviso le informazioni con i Carabinieri di Adrano che hanno approfondito il quadro investigativo.
Per la ricostruzione dei fatti effettuata dai militari si sono rivelati utili i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.
I Carabinieri sono risaliti all’identità dei due uomini coinvolti nella vicenda grazie alle dichiarazioni rese in ospedale dalla vittima, alle immagini delle telecamere, alla parziale lettura della targa usata da padre e figlio per la fuga, fino agli accertamenti sulla vettura e sul nucleo familiare.
Sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, i due sono stati denunciati per lesioni personali aggravate in concorso alle competenti Autorità Giudiziarie, compresa la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania per la posizione del 17enne. Quest’ultimo è indagato anche per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva.