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Cronaca

Belpasso, incidente stradale: Alfa 147 finisce fuori strada, feriti i due occupanti

Marito e moglie, a bordo dell’auto incidentata, sono stati condotti negli ospedali del catanese: non gravi le loro condizioni

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Avrebbe potuto avere conseguenze più drammatiche l’incidente stradale che nel pomeriggio di oggi, poco prima delle 17.30, si è registrato sulla statale 121, in direzione Paternò subito il centro commerciale <Etnapolis>, a pochi metri dal cavalcavia <Graci>. Per cause in corso di accertamento due autovetture si sono scontrate.

Si tratta di una Seat Leon, con a bordo una coppia di Adrano e una Alfa 147, la quale è uscita fuori strada, finendo cappottata con le ruote in aria, nel terreno che costeggia la statale. All’interno dell’auto marito e moglie, rispettivamente di 29 e 28 anni di Biancavilla. A soccorrere, per primi, la coppia dell’auto finita fuori dalla sede stradale, alcuni automobilisti in transito che hanno aiutato le due persone ad uscire dall’abitacolo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del comando provinciale, due ambulanze del 118 e i carabinieri della compagnia di Paternò che hanno effettuato i rilievi del caso e disciplinato anche il traffico sulla SS 121.

A scopo  precauzionale è stato fatto giungere sulla statale anche l’elisoccorso: rientrato però successivamente alla base. I due feriti sono stati condotti dapprima all’ospedale Santissimo Salvatore di Paternò; successivamente trasferiti nei nosocomi del capoluogo etneo. L’uomo al Garibaldi “Centro”, mentre la ragazza al Cannizzaro. Le loro condizioni non sarebbero gravi. Ferite lievi, invece, per gli occupanti della Seat i quali, con propri mezzi, si sono recati in uno degli ospedali della zona. Il traffico veicolare è andato a rilento per ore. Una lunga fila di macchine si è creata in entrambe le direzioni di marcia: da una parte(quella verso Paternò) a causa dell’incidente; dall’altra( direzione Catania) si è proseguito a passo d’uomo a seguito della curiosità mostrata dagli automobilisti che hanno rallentato, o addirittura arrestato la propria marcia, solo per guardare ciò che fosse successo sull’altra corsia.

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Cronaca

Etna, attività stromboliana al cratere di sud-est, la nube si disperde verso est-sud-est

Dal punto di vista sismico dalle ore 15.30 di oggi  l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un incremento, raggiungendo intorno alle 22  l’intervallo dei valori alti.

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Dopo qualche giorno di pausa l’Etna si risveglia.   L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha osservato che dalle immagini delle telecamere di sorveglianza,  a partire dalle ore 22 è visibile un’attività stromboliana al cratere di sud-est. Il modello previsionale indica che un’eventuale nube eruttiva si disperderebbe in direzione ESE.

Dal punto di vista sismico dalle ore 15:30 di oggi  l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un incremento, raggiungendo intorno alle 22  l’intervallo dei valori alti. Attualmente i valori sono alti con tendenza ad un ulteriore aumento. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore ricade nell’area del cratere di sud-est ad una quota di circa 2800 metri.

Anche l’attività infrasonica ha mostrato un incremento e dalle 21. 30 circa gli eventi risultano localizzati nell’area del cratere di sud-est con ampiezze che, attualmente, sono su valori alti.  Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano allo stato attuale variazioni significative.

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Cronaca

Messina, omicidio Sara Campanella, confessa Stefano Argentino

Il giovane non avrebbe accennato ad alcun pentimento. “Non so dire se nutra rimorso – ha aggiunto il legale dell’arrestato- E’ molto chiuso e d’altronde nessuno glielo ha chiesto”

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Cetty Zaccaria, mamma di Sara Campanella, la studentessa palermitana accoltellata e uccisa a Messina da Stefano Argentino, un collega universitario che la perseguitava con messaggi e attenzioni moleste chiede giustizia: “Sara voleva chiedere la tesi di laurea in oncologia, una ricerca sperimentale mi diceva, per poi specializzarsi e poi fare anatomia patologica per fare le autopsie. E invece adesso l’autopsia la faranno a te. Bisogna SEMPRE parlare per denunciare!!! Aiutatemi a dare voce a Sara”, ha scritto stamattina su Facebook. “Non sapevamo che fosse perseguitata da quel ragazzo, ma di certo lei non l’ha mai ricambiato”, racconta.

L’assassino a difendersi non ha nemmeno provato. Ha ammesso di aver ucciso Sara, ma sul perchè del gesto, sull’arma – il coltello mai ritrovato – e su chi l’abbia aiutato a fuggire non ha voluto rispondere. “Confuso, prostrato”, così lo definisce il suo legale, Stefano nelle due ore in cui si è trovato davanti al gip che ne ha convalidato il fermo ha accettato di rispondere solo ad alcune domande. E ossessivamente ha parlato di Sara, anche quando gli inquirenti gli chiedevano altro.

“Ha confessato il delitto, ha risposto in parte, ma non ha spiegato cosa lo ha spinto ad aggredire la ragazza. Si è certo reso conto della gravità dei fatti e sta male”, ha detto l’avvocato Raffaele Leone, legale di Argentino per meno di 24 ore. Il difensore, uscito dal carcere in cui il ragazzo è detenuto, ha rimesso il mandato. ” Io sono un civilista – ha spiegato ai giornalisti – e a lui serve un penalista. Resterò a disposizione solo fino a nuova nomina”.

Lo studente non avrebbe accennato ad alcun pentimento. “Non so dire se nutra rimorso – ha aggiunto Leone – E’ molto chiuso e d’altronde nessuno glielo ha chiesto”. Perchè dopo averla seguita abbia tagliato la gola a Sara davanti a decine di persone Stefano non l’ha detto. “E’ continuamente tornato sul suo rapporto con la vittima anche quando non era attinente alle domande. Era convinto che la ragazza ricambiasse in qualche modo il suo sentimento anche se ha ammesso che non erano mai stati fidanzati. Non ha parlato delle motivazioni del suo gesto però, né ha risposto sull’arma usata’, ha proseguito il legale.

Dei drammatici minuti che hanno preceduto l’omicidio, ripresi dalle videocamere di sorveglianza della zona che, passo passo hanno “seguito” tutti i movimenti dell’assassino, il ragazzo ha preferito non parlare. “Ha lasciato capire che a scatenare la sua ira è stata l’ultima discussione avuta con la vittima ma non ha dato particolari – ha detto Leone – Era lucido ma molto frastornato dalla vicenda’” Stefano non avrebbe risposto nemmeno alle domande sull’eventuale aiuto avuto nella fuga dopo l’omicidio. Un aspetto della vicenda su cui i carabinieri del comando provinciale di Messina continuano a indagare.

 

 

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