Il centrosinistra si aggiudica il primo round delle amministrative in Sicilia, conquistando al primo turno sette Comuni sopra i 15 mila abitanti e un capoluogo (Enna, Termini Imerese, Marsala, Lentini, Floridia, Villabate, Misilmeri) a fronte dei cinque andati al centrodestra (Ribera, San Giovanni la Punta, Milazzo, Carini e Augusta) sul totale dei 17 in cui si votava col sistema proporzionale; due sono andati a Sud chiama Nord di Cateno De Luca (Messina e Barcellona Pozzo di Gotto). Se dovesse vincere i ballottaggi del 7 e 8 giugno nei due Comuni – Agrigento, Ispica (Ragusa) e Bronte (Catania) – dove la partita è ancora aperta tra i due contendenti sostenuti dalle opposte coalizioni, il centrodestra supererebbe i rivali. Rispetto alle precedenti amministrative, però nel complesso il centrodestra ha perso terreno, all’epoca aveva conquistato 11 municipi. Nel Centrodestra si è aperta una discussione sull’esito del voto e sul futuro della coalizione. Nei prossimi giorni potrebbe essere programmato un vertice della coalizione. Per il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, “in una regione dove il centrodestra governa dobbiamo essere più esigenti con noi stessi e non possiamo far finta di non vedere che i personalismi ci abbiano reso meno forti di quanto avremmo potuto essere”.
“La Sicilia è sempre stata antesignana delle tendenze di voto. Lo è anche stavolta, rispetto anche al trend nazionale. Infatti, qui il centrodestra affonda, dilaniato e diviso, mentre la coalizione progressista attecchisce e si fortifica nei territori. Il Pd – che è resta il Partito di riferimento nel centrosinistra – cresce e si rafforza aumentando il dato di lista e il numero delle presenze nei consigli comunali. Civiche escluse, il Pd è il partito più votato a Marsala, Termini Imerese, Floridia e Lentini. E torniamo ad esprimere consiglieri comunali a Marsala, dove 5 anni fa la lista non superò lo sbarramento Milazzo e ad Agrigento. Nella città dei templi il PD era assente in consiglio comunale da 15 anni. A Messina la scorsa volta alla fine dello spoglio vennero eletti 2 consiglieri, mentre adesso in base ai nostri dati, passiamo a 3”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, in una prima analisi del voto in 71 comuni della Sicilia .
Alcuni dati: nei comuni più popolosi dove si votava con il proporzionale lo schieramento di opposizione al governo regionale passa da 3 comuni (Carini, Termini e Floridia) a 5 (Marsala, Termini, Floridia, Lentini, Enna).
Più in generale, il centrodestra di governo amministrava 10 comuni (Marsala, Villabate, Misilmeri, Barcellona, Milazzo, Agrigento, Augusta, Bronte, Ribera, Ispica) e oggi ne governa 4 (Ribera, Carini, Milazzo, augusta). Tre i comuni (su 71 al voto) al ballottaggio e tutti a guida centrodestra: Agrigento, Ispica e Bronte dove la partita è tutta da giocare al secondo turno.
“Una menzione per la mia Pedara – aggiunge Barbagallo – comune di 15.000 abitanti dove viene riconfermato il sindaco Alfio Cristaudo, con oltre il 72% delle preferenze”.
Si impongono inoltre nostri sindaci uscenti a Polizzi e Mirto e vinciamo anche a Malfa, Sutera, Raccuglia e Caltavuturo.
“Il KO delle destre alle amministrative è un dato politico inequivocabile e non il frutto ‘fibrillazioni territoriali’, come dichiara Schifani. Il centrodestra perde sette sindaci su undici nei comuni più grandi, travolto dalle sue stesse divisioni interne e dall’avanzata di un campo progressista che, dove si presenta unito, vince e convince. L’alternativa progressista ha dimostrato e dimostra di saper vincere e governare e lo farà a partire dalla Sicilia”.
Lo dice la senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante a proposito dell’esito del voto delle Amministrative nell’isola.
“A Termini Imerese – sottolinea la senatrice – Maria Terranova, candidata del Movimento 5 Stelle, ottiene oltre il 70% dei consensi sbaragliando l’ex senatore di Fratelli d’Italia sorretto dai ministri della Repubblica. A Marsala il campo largo conquista una città storica del centrodestra, ad Agrigento il candidato di area progressista sfiora il colpaccio al primo turno. Ma le notizie di oggi ci ricordano anche altro: le zone rosse di Palermo non fermano le sparatorie, le strade della movida sono teatro di violenza sistematica e i bambini siciliani vivono in alcune delle province con la peggiore qualità della vita d’Italia. Un centrodestra che sta gettando il Paese al collasso e all’insicurezza. Noi strumento in mano ai cittadini per voltare pagina” – conclude la senatrice siciliana del Movimento 5 Stelle.