Sulla chiusura del parco acquatico Etnaland e del parco tematico Thempark c’è da registrare l’intervento dell’amministrazione comunale di Belpasso per la loro chiusura rappresenta un duro colpo per l’economia locale, che si era modellata ormai da decenni sulla presenza di queste attrazioni ricreative. Bed & breakfast, case vacanza, maestranze artigianali: tutti hanno subìto una brusca e improvvisa diminuzione dei propri profitti. Decine di lavoratori stagionali – molti dei quali giovani alla prima esperienza lavorativa – hanno visto sfumare questa opportunità.
“Comprendiamo il grido di attenzione di tanti cittadini e lavoratori per una stagione che appare compromessa. L’altra sera in Consiglio, un’interrogazione formulata dal consigliere Pulvirenti ha raccolto le criticità e le incertezze che vive il nostro territorio con i suoi abitanti.”, ha dichiarato il Sindaco Carlo Caputo.
Sul piano istituzionale, il Primo Cittadino ha chiarito i margini di intervento dell’ente locale: “Come Comune, possiamo al momento solo attendere che la proprietà dei parchi adempia alle prescrizioni indicate dalla Procura in merito alla bonifica delle aree e alla dotazione degli impianti di depurazione. Per quanto di nostra conoscenza, la proprietà ha già presentato istanza di autorizzazione ambientale, e la Città Metropolitana ha richiesto un’integrazione documentale. Siamo fiduciosi che si possa presto trovare una soluzione nell’interesse di tutti.”
L’Amministrazione Comunale continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, auspicando una rapida conclusione dell’iter autorizzativo che consenta la riapertura delle strutture e la ripresa delle attività economiche connesse.
La Cisal di Catania nelle scorse settimane aveva espresso le proprie preoccupazioni per il futuro 200 lavoratori, tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali, del parco acquatico. Struttura attualmente posta sotto sequestro, in quanto interessata, qualche mese addietro, da una inchiesta della Guardia costiera di Catania nell’ambito di un’indagine avviata per “gravi violazioni di natura ambientale”.
Il sindacato ha incontrato il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, al quale sono state espresse le forti preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie rispetto alle conseguenze occupazionali ed economiche derivanti dal perdurare della chiusura della struttura, che rappresenterebbe uno dei principali poli turistici e occupazionali della Sicilia orientale.
“Su proposta dello stesso Presidente Galvagno è stato condiviso l’avvio di un percorso istituzionale finalizzato all’approfondimento della situazione e all’individuazione di possibili soluzioni” ha affermato il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo, il quale ha inoltrato alla Presidenza della Commissione Lavoro una formale richiesta di audizione.
“E’ importante che possano essere ascoltati tutti i soggetti interessati e si possa avviare un confronto concreto sulle prospettive occupazionali e produttive legate alla vicenda- dicono dal sindacato. Il sindacalista ha ringraziato il Presidente Galvagno nel quale abbiamo trovato attenzione e sensibilità verso una problematica che rischia di produrre effetti pesantissimi sul piano occupazionale e sociale. L’avvio di un percorso istituzionale attraverso la Commissione Lavoro rappresenta un primo passo. La nostra priorità – ha concluso Lo Schiavo – resta la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie”. La Procura lo scorso mese di febbraio aveva specificato che al parco è stata chiesta “la bonifica integrale delle aree e la dotazione di impianti di depurazione. Se verranno effettuati gli investimenti necessari in termini di sicurezza ambientale, l’attività potrà riprendere”.