Non passa a Belpasso il Piano economico finanziario (PEF) del servizio rifiuti per il periodo 2026-2029 e le tariffe Tari per il 2026. Non c’è stata una intesa all’interno dell’assise civica chiamata a votare un aumento della Tari che si sarebbe aggirato sui 150 mila euro. Un rincaro che avrebbe inciso, da quanto analizzato dagli uffici competenti, nella misura di circa 2 euro sulle tasche dei cittadini belpassesi.
A votare favorevolmente sei componenti della cosiddetta opposizione, mentre sono stati 8 (tra questi anche esponenti dell’opposizione) coloro che si sono astenuti. Affinché la delibera passasse era necessario il voto favorevole di 14 consiglieri. La mancata approvazione della delibera inciderebbe sull’equilibrio di bilancio dell’ente comunale. “Purtroppo il provvedimento non è stato approvato e gli uffici saranno ora costretti a rivedere i conti e gli equilibri economici del Comune- ha scritto il presidente del consiglio comunale Andrea Magrì, di fatto ex componente della vecchia maggioranza che sosteneva il sindaco Caputo-Le conseguenze non saranno solo tecniche. Alcuni atti importanti subiranno inevitabili rallentamenti, con ripercussioni sull’attività amministrativa e sui servizi che il Comune è chiamato a garantire” ha concluso Magri.
Replica del sindaco Caputo attraverso la propria pagina social: “Ho appreso che esistono aumenti dele tasse buoni, aumenti delle tasse cattive. Evidentemente dipende da chi li vota. Ci sono stati fisiologici aumenti riguardanti il servizio rifiuti, dovuti a maggiori costi di discarica e piattaforme (succede in tutti i Comuni). La decisione da prendere era semplice: prendere i soldi dei cittadini o trovarli nel bilancio? Una parte di consiglieri che non sostengono questa Amministrazione avevano deciso di prenderli dai cittadini. Il paradosso, invece di valutare obiettivamente questi fisiologici aumenti, iniziano ad accusare l’Amministrazione di questo aumento. Gli ho ricordato che la maggioranza in Consiglio Comunale è detenuta da loro – così come raccontano alla città da mesi- loro decidono se aumentare o no le tasse locali.
Insomma si lamentano dell’aumento ma volevano addossare questa responsabilità di attuarlo all’Amministrazione. No, stavolta il giochetto populista non è stato consentito. I consiglieri che mi sostengono si sono ASTENUTI, la TARI non è aumentata” ha concluso Caputo