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Cronaca

Bronte, chiusura punto nascita ospedale cittadino, Sindaco Gullotta: “Forse decisione politica”

Il gruppo Controcorrente all’ARS scende in campo in difesa dell’ospedale: “Non accettiamo che una carenza di personale diventi il pretesto per cancellare un servizio in un territorio interno e difficile da raggiungere. L’Asp dimostri di avere fatto tutto il possibile per reperire i medici, se così non fosse siamo davanti a una scelta politica”

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Si continua a parlare della definitiva chiusura del punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestiani di Bronte con il sindaco Giuseppe Gullotta pronto a dare battaglia. “La soglia dei 500 parti all’anno prevista dal Decreto Balduzzi per garantire le soglie di sicurezza non può essere utilizzata contro Bronte. Oggi, tranne pochissimi ospedali di rilievo nazionale, la quasi totalità dei punti nascita si trova abbondantemente sotto i 500 parti l’anno. È evidente, quindi, che la decisione su dove aprire, mantenere o chiudere un reparto è una scelta squisitamente politica- ha detto Gullotta- Proprio per questo motivo noi parleremo con la politica: vogliamo che il punto nascita debba tornare a Bronte.

Il nostro presidio ha le stesse caratteristiche di tanti altri ospedali, ma con l’aggravante inaccettabile di servire un territorio orograficamente difficile che deve essere tutelato” Il sindaco Gullotta vuole spegnere le polemiche sull’ospedale di Biancavilla: “Ci tengo a chiarire che non mi sono mai espresso sulla qualità del servizio prestato dal punto nascita di Biancavilla, e non lo farei mai, nel pieno rispetto di quella comunità, degli operatori sanitari e del sindaco. Io ho semplicemente rappresentato un fatto oggettivo: i numeri parlano chiaro. La stragrande maggioranza delle cittadine del distretto sanitario di Bronte preferisce andare fuori a partorire al Garibaldi Nesima. È un dato oggettivo, basta guardare le performance, non un apprezzamento sulla qualità del servizio sanitario che non mi permetterei mai di fare”

Il gruppo Controcorrente al Parlamento Regionale scende in campo in difesa dell’ospedale di Bronte: “Contestiamo con forza la decisione dell’Asp di Catania di trasformare in chiusura definitiva quella che, fino ad oggi, era stata una sospensione dovuta dalla carenza di personale medico. Il punto nascita, infatti, era stato sospeso perché mancavano i ginecologi e anziché risolvere quella carenza, anche in sinergia con l’ospedale di Biancavilla, l’Asp ha scelto di trasformare la sospensione in una chiusura definitiva”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati di Controcorrente Ismaele la Vardera, Jose Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro assieme al coordinatore regionale del movimento Gandolfo Lo Verde. “Sia chiaro non accettiamo che una carenza di personale diventi il pretesto per cancellare un servizio in un territorio interno e difficile da raggiungere. L’Asp dimostri di avere fatto tutto il possibile per reperire i medici o individuare soluzioni alternative. Se così non fosse siamo davanti a una scelta politica, non a una necessità inevitabile. Abbiamo già depositato all’Ars un’interrogazione parlamentare e chiederemo che venga chiarito su quali presupposti sia stata assunta questa decisione che mette in difficoltà un intero comprensorio senza così garantire tutti gli standard di sicurezza necessari” concludono

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