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Cronaca

Caro carburanti, per Codacons “i siciliani pagano benzina e gasolio di più rispetto alla media nazionale”

“È una situazione – afferma il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi – che non possiamo accettare passivamente. Vogliamo sapere perché”

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foto sito "Shutterstock"

Prezzo carburante alle stelle in Sicilia. Secondo l’elaborazione Codacons sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 5 settembre 2026, nell’Isola il gasolio in modalità self tocca i 2,191 euro al litro, mentre la benzina self si ferma a 2,066 euro. Entrambi i valori superano la media nazionale rilevata sulla rete stradale, pari a 2,164 euro al litro per il gasolio e 2,052 euro per la benzina. Il differenziale stimato dal Codacons è dunque di 2,7 centesimi al litro per il diesel e 1,4 centesimi per la verde, a sfavore degli automobilisti siciliani.

Il dato più preoccupante riguarda proprio il gasolio. Dal confronto elaborato dal Codacons sulla base delle rilevazioni del Mimit emerge che la Sicilia è oggi la Regione italiana con il prezzo medio più elevato del gasolio self. “È una situazione – afferma il segretario nazionale Codacons e presidente del comitato nazionale vittime del caro carburanti Francesco Tanasi – che non possiamo accettare passivamente. I siciliani pagano sia la benzina sia il gasolio più della media nazionale e, sul gasolio, la Sicilia registra il triste primato tra le Regioni italiane. Vogliamo sapere perché. Una differenza di prezzo di questa portata deve avere una spiegazione chiara e verificabile, soprattutto quando a sostenerne il peso sono famiglie, lavoratori e imprese.”

Dall’inizio di luglio il prezzo medio del gasolio self sulla rete italiana è aumentato di circa 28 centesimi al litro, con un aggravio di spesa di circa 14 euro per un pieno da 50 litri. In autostrada, la benzina self ha raggiunto una media di 2,138 euro al litro, avvicinandosi ai massimi storici. Il caro carburanti non pesa soltanto sugli automobilisti: l’incremento del diesel incide sui costi del trasporto e della distribuzione delle merci, con il rischio di riflessi sui prezzi finali al consumo. In Sicilia tali effetti possono risultare ancora più marcati.

Chiediamo al Governo, al MIMIT, alla Guardia di Finanza e alle autorità competenti di intensificare i controlli sulla formazione dei prezzi dei carburanti nell’Isola e di accertare le ragioni del divario rispetto alla media nazionale – prosegue Tanasi –. Non lanciamo accuse senza prove, ma pretendiamo trasparenza. Se esistono ragioni economiche oggettive che spiegano perché i siciliani pagano di più, devono essere rese note. Se invece dovessero emergere anomalie o condotte illecite, chiediamo che siano accertate e perseguite con la massima fermezza.”

Per il Codacons sono necessari anche interventi strutturali contro il caro carburanti, in grado di alleggerire l’impatto su famiglie e imprese e di garantire maggiore chiarezza lungo l’intera filiera. “Il pieno non può diventare un lusso e la Sicilia – conclude Tanasi – non può essere condannata a pagare sistematicamente più della media nazionale. Continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi e ad intervenire in tutte le sedi competenti a tutela dei consumatori”.

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