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Cronaca

Catania, assemblea ATI vota per la risoluzione del contratto con SIE

L’Assemblea Territoriale Idrica ha approvato con il voto favorevole di 46 sindaci dei comuni etnei la risoluzione del contratto con la SIE (Servizi Idrici Etnei). Alla base della scelta vi sarebbero le criticità riscontrate nella gestione e i ritardi negli investimenti sulla rete

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L’Assemblea Territoriale Idrica di Catania ha approvato, nel pomeriggio di ieri, con il voto favorevole di 46 sindaci dei comuni etnei, pari al 83,5% dei partecipanti, la risoluzione del contratto con la SIE (Servizi Idrici Etnei), società che gestisce il servizio idrico in diversi enti comunali della provincia di Catania. Alla base della scelta vi sarebbero le criticità riscontrate nella gestione, i ritardi negli investimenti sulla rete e la volontà di garantire ai cittadini un servizio più efficiente, moderno e affidabile.

Soddisfatti i sindaci etnei. “Accogliamo la decisione dell’Ati, sostenuta anche dalla Città di Misterbianco per lealtà istituzionale, di procedere allo scioglimento del contratto con SIE, nella consapevolezza che si tratta di un passaggio comunque delicato per il futuro del servizio idrico in provincia di Catania». Così il sindaco di Misterbianco Marco Corsaro, consigliere nazionale Anci, dopo il voto dell’assemblea dei sindaci che ha deliberato la risoluzione del contratto tra Servizi Idrici Etnei (SIE) e i Comuni della provincia di Catania riuniti nell’Assemblea territoriale idrica.

«Adesso per tutti i Comuni e i sindaci – sottolinea Corsaro – è il momento di imboccare un cammino di responsabilità istituzionale che eviti altri salti nel buio. Auspichiamo un percorso immediato e condiviso all’interno dell’ATI per superare le criticità che hanno portato alla rescissione e costruire una prospettiva chiara per la gestione unica del servizio idrico. Occorre evitare soluzioni tampone che non migliorerebbero il servizio per cittadini e imprese e, al tempo stesso, scongiurare nuovi contenziosi che genererebbero incertezza per amministrazioni e comunità locali. Come sempre la città di Misterbianco farà la sua parte nell’interesse della collettività», conclude.

Il sindaco di Bronte Giuseppe Gullotta, ha preso parte all’assemblea dell’Ati Idrico, esprimendo voto favorevole alla risoluzione del contratto con la SIE, il gestore unico, in piena adesione alla linea proposta dai vertici dell’Assemblea Territoriale Idrica. “L’assemblea dei sindaci ha votato la risoluzione dei contratti con la Sie. E noi, con la testa alta e l’orgoglio di chi non ha mai mollato un centimetro, abbiamo votato Si. In questi anni, grazie anche alla precedente amministrazione che su questo argomento si é battuta a lungo, abbiamo difeso con le unghie e con i denti i nostri pozzi, i nostri impianti, la nostra terra. Oggi ci liberiamo finalmente di una vera e propria spada di Damocle che pesava sulla testa di tutti noi. Questa delibera non è solo un atto amministrativo, è una vittoria di popolo: da oggi ogni cittadino di Bronte può dirlo forte e chiaro. Abbiamo gestito noi la nostra acqua fino a ieri, continueremo a farlo oggi, e continueremo a lottare, ancora più forti, per averne sempre di più”.

Il sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno ha specificato che “c’è una grande differenza tra chi alimenta il malcontento e chi lavora per risolvere i problemi. Oggi quella differenza è diventata un atto ufficiale. In queste settimane ho scelto il silenzio. Non perché mancassero le risposte, ma perché c’era un lavoro delicato da portare avanti. Mentre qualcuno riempiva i social di accuse, slogan e ricostruzioni prive di fondamento, noi studiavamo gli atti, affrontavamo riunioni, valutavamo ogni passaggio e costruivamo, passo dopo passo, una decisione che oggi è stata condivisa dalla larga maggioranza dei Sindaci. Le polemiche fanno rumore. Il lavoro produce risultati. Oggi non è il giorno delle rivincite personali. È il giorno in cui le istituzioni hanno dimostrato di saper reagire con serietà, compattezza e senso di responsabilità, mettendo al primo posto l’interesse dei cittadini. A chi in queste settimane ha cercato di trasformare una vicenda complessa in una battaglia politica, rispondo con l’unico linguaggio che conta: quello dei fatti. Da componente del Consiglio di Amministrazione dell’ATI ho dedicato ogni energia, insieme al Presidente Fabio Mancuso, agli altri componenti del CdA, agli uffici dell’ATI e ai legali incaricati, gli Avvocati Todero e Farnetani, per costruire un percorso amministrativo e giuridico serio, credibile e soprattutto efficace”.

Sulla questione l’intervento di Agnese Campisi dei comitati civici per l’acqua: “Il  voto dell’ATI segna una svolta storica per il nostro territorio: la risoluzione del contratto con SIE non è solo un atto tecnico, ma un grandioso risultato politico che restituisce dignità ai cittadini. Questo traguardo ha un valore civico immenso ed è il frutto diretto della mobilitazione, della competenza e della determinazione dei comitati. Senza la pressione costante dei comitati e il controllo popolare di chi difende l’acqua pubblica, oggi non commenteremmo questa vittoria.  La delibera cancella un’ipoteca lunga 29 anni sulla nostra risorsa più preziosa. Sappiamo che la battaglia legale potrebbe essere solo all’inizio, ma oggi è stato sancito un principio fondamentale: la gestione dell’acqua deve rispondere alla comunità, non alle logiche di profitto”.

“Il contenzioso che da anni blocca la gestione del servizio idrico nell’area etnea non è più tollerabile né sostenibile.” Questa la posizione del deputato regionale di Forza Italia Salvo Tomarchio, che interviene dopo il voto dell’Assemblea Territoriale Idrica di Catania che ha approvato la rescissione della convenzione con la società SIE, Servizi Idrici Etnei.

La decisione, che ha registrato un voto politicamente rilevante anche del comune di Catania, rappresenta per Tomarchio “un passo necessario per uscire da una situazione di stallo che dura ormai da vent’anni.”  “Il contenzioso tra ATI e SIE è diventato insostenibile. I sindaci, che ogni giorno devono rispondere ai cittadini per la carenza di acqua e la scarsa qualità del servizio, hanno il diritto di chiedere lo scioglimento di una convenzione che non funziona”.  “Difendere il servizio significa difendere la qualità della vita delle persone. Il privato va bene quando garantisce efficienza e investimenti, non quando produce costi e inefficienze. Il dato delle perdite di rete, che in alcune aree supera il 50 per cento, è emblematico. Sprecare oltre metà dell’acqua che viene immessa in rete non è accettabile”.

Tomarchio sottolinea poi la necessità di ripensare il modello di gestione: “Non escludo a priori il privato – precisa – ma la priorità deve essere la qualità del servizio e la tutela dei cittadini. Il voto di oggi è un segnale importante. Sono vicino ai sindaci in questo percorso e li sosterrò affinché si possa garantire ai cittadini un servizio efficiente a prezzi adeguati. È arrivato il momento di superare logiche che hanno prodotto solo contenziosi e ritardi. Il governo regionale, con il presidente Schifani, sta lavorando positivamente su questo fronte per dare risposte infrastrutturali e sono certo che saprà essere al fianco delle realtà catanesi, nell’interesse esclusivo delle nostre comunità”.

 

 

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