Ha un volto e un’identità l’aggressore della 32enne catanese che, la scorsa settimana, sarebbe stata colpita violentemente al volto mentre si trovava in una discoteca del centro cittadino insieme ad alcune amiche.
I Carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno, infatti, denunciato per lesioni personali un 25enne di origini straniere, residente a Catania, ritenuto il presunto responsabile dell’episodio di lesioni personali denunciato dalla donna.
L’attività investigativa trae origine dalla denuncia presentata dalla giovane, la quale ha riferito che la vicenda si sarebbe verificata all’interno di una discoteca del centro, verso le 4 del mattino. In particolare, il diverbio sarebbe nato mentre la donna stava cercando di assistere un’amica che aveva avuto un malore all’interno del locale, e, nell’occorso, avrebbe appoggiato per terra una bottiglietta d’acqua servita proprio per soccorrere l’altra ragazza.
Il 25enne, però, si sarebbe appropriato della bottiglia e, la 32enne, lo avrebbe rimproverato per questo gesto. Questa circostanza avrebbe innescato il contrasto poi degenerato nella presunta aggressione, culminata con un pugno al volto.
A quel punto, l’aggressore si sarebbe allontanato dal locale prima dell’arrivo delle pattuglie intervenute quella stessa notte, impedendone l’immediata identificazione.
A seguito del violento colpo, la donna è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi, dove i sanitari le hanno diagnosticato una frattura scomposta delle ossa nasali, oltre a ferite che hanno richiesto punti di sutura al volto, con una prognosi iniziale di ben 40 giorni. Un quadro clinico che ha reso necessario anche un intervento chirurgico al setto nasale.
Ricevuta la querela, le indagini sono proseguite anche sulla base degli elementi forniti dalla vittima, che sarebbe riuscita a rintracciare sui social network una fotografia del presunto autore dell’aggressione. Da quel primo riscontro, i Carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno sviluppato ulteriori accertamenti attraverso analisi delle banche dati e verifiche sui profili social, arrivando all’identificazione del 25enne, successivamente riconosciuto formalmente anche dalla denunciante.