La SAC, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, comunica che è stato disposto il ripristino delle attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Comiso precedentemente sospese a causa dell’attività eruttiva dell’Etna.
I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
Intanto il deputato regionale Santo Primavera interviene sulla emergenza cenere attaccando la SAC: “Apprendo con sgomento, ma purtroppo senza alcuna sorpresa, le ultime notizie riguardanti la gestione dell’aeroporto di Catania e le continue emergenze che continuano a flagellare la Sicilia orientale, senza ricevere risposte adeguate da parte della società di gestione”. Lo dichiara il deputato regionale del gruppo MPA-Grande Sicilia, on. Santo Primavera.
«Mentre migliaia di turisti rimangono abbandonati come naufraghi nei terminal di Fontanarossa e negli aeroporti di mezzo mondo, in attesa di raggiungere Catania, c’è ancora chi trova il coraggio di ironizzare o di nascondere l’incapacità gestionale dietro la fatalità degli eventi naturali. L’Etna fa il suo mestiere da millenni, ma la SAC, palesemente, continua a non saper fare il proprio.
Parlare di una “sinergia” tra eventi avversi o ammiccare a fantomatiche alleanze tra le forze della natura, come l’Etna e i venti, nel tentativo di sollevare da ogni responsabilità i vertici societari, rappresenta un insulto all’economia siciliana, ai lavoratori dell’indotto turistico e alle migliaia di passeggeri esasperati. Non serve una joint venture con il vulcano. Serve un piano strategico di emergenza che funzioni davvero, che preveda il pieno utilizzo dell’aeroporto di Comiso, assicuri trasparenza e tempestività nell’assistenza ai passeggeri e garantisca una governance all’altezza di una delle più importanti porte d’accesso del Mediterraneo.
Se l’unica soluzione strategica che la società di gestione riesce a proporre consiste nell’attendere che il vento cambi direzione, mentre il tessuto economico e commerciale dell’Isola va in fumo, allora deve essere la dirigenza della SAC a prendere atto della propria inadeguatezza. La Sicilia e i siciliani non possono più essere trattati come comparse di un disastro annunciato».
AGGIORNAMENTO ORE 12.25
“Persone che dormono sul nastro bagagli, mamme con i bimbi piccoli sui gradini, turisti spaesati dispersi sulle aiuole esterne. Immagini come queste, assieme a quelle spettacolari sulla nuova eruzione, inondano i social e i tg di tutto il mondo. Ma è grazie all’incompetenza che un fenomeno prevedibile – quale è l’eruzione del vulcano più attivo d’Europa – diventa un evento invece catastrofico senza precedenti. Che congestiona l’intero sistema aeroportuale siciliano, crea disagi insostenibili ai passeggeri, alle famiglie, ai bambini, alle persone con disabilità abbandonate nelle aerostazioni senza assistenza e generi di primo conforto. Una disorganizzazione che fa proliferare le speculazioni incontrollate, con navette da e per Catania a 700 euro. E, cosa da non trascurare, oltre al danno economico anche quello di immagine della Sicilia agli occhi del mondo. Tutto questo è ascrivibile, lo ribadiamo, all’incompetenza e all’inadeguatezza della società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini e quello di Comiso, ovvero la Sac, dei suoi amministratori e di coloro che questa gestione ‘abusiva’ hanno sostenuto e continuano ad avallare, in primis la Regione siciliana, del silente governatore Renato Schifani”.
Non usa giri di parole il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che con più atti ispettivi già nelle settimane scorse ha sollevato la questione del controllo del cda di Sac. E che oggi torna a ribadire il concetto – e una nuova interrogazione al governo – alla luce della chiusura dello scalo catanese determinato dall’eruzione dell’Etna. Al cospetto della quale però non è stato predisposto per tempo nessun piano per la gestione e l’assistenza delle migliaia di persone sia nello scalo etneo sia in quello di Comiso. E su questo chiama anche in ballo il sistema di protezione civile regionale e lo stesso governo siciliano.
“Chiarito che se a Comiso – aggiunge – ci sono soltanto 6 piazzole di stallo e mezza aerostazione chiusa, anche questa è una gravissima responsabilità della Sac che non ha alcuna visione e prospettiva e non ha attivato alcun tipo di investimento sullo scalo ragusano dove alcune compagnie, vedi Ita e Ryanair, non sono neanche accreditate per il ritiro bagagli. Ma in casi come questi, prevedibilissimi ripeto, è necessario attivare un sistema di collegamento con le navette tra i vari aeroporti siciliani, garantire i viaggiatori e anche per scoraggiare becere speculazioni. La Sac non è in grado di farlo e per questo i suoi amministratori devono andare a casa. Ma colpisce ancora una volta – continua – lo scarso livello di tempestività con cui la Regione si è attivata. Dicono che hanno messo a disposizione navette e treni speciali. Ma non se ne è accorto nessuno, devono essere ancora in vacanza”.