L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che i sopralluoghi effettuati dal personale INGV e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza evidenziano, nella giornata odierna, il proseguimento dell’attività esplosiva al cratere Voragine, caratterizzata dall’alternanza di fasi a intensità variabile.
Durante le fasi più intense, come quella in corso, si osserva la ricaduta di bombe nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere, la cui dispersione attuale è in direzione SSE. Le bocche a quota 2750 m e 2360 m sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici, localmente in sovrapposizione. A causa delle condizioni meteorologiche non è stato possibile rilevare l’esatta posizione dei fronti attivi più avanzati che, comunque, restano confinati intorno alle quote 2100-1850 m.
Dal punto di vista sismico il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti localizzato prevalentemente in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 metri s.l.m.. L’attività infrasonica è media sia come numero di eventi che come energia; gli eventi localizzati risultano prevalentemente in corrispondenza del cratere Voragine e in misura minore in corrispondenza del cratere di Nord Est.
Le reti di monitoraggio GNSS e clinometrica non evidenziano variazioni significative. Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano a registrare il cambio di tendenza iniziato il 6 agosto. La variazione massima registrata, pari a circa 6,6 microradianti, è stata rilevata presso la stazione Cratere del Piano (