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Cronaca

Palagonia, arrestati due giovani, hanno lanciato una molotov contro auto in sosta

I due sono accusati di fabbricazione, detenzione e utilizzo di ordigno esplosivo. Alla base del gesto la gelosia

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A Palagonia, questa mattina i militari della locale compagnia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati accusati di fabbricazione, detenzione e utilizzo di ordigno esplosivo (bottiglia incendiaria tipo “Molotov”), aggravate dal fatto di aver messo in serio e concreto pericolo la pubblica incolumità, in concorso tra loro.

Destinatari del provvedimento sono un 21enne e un 19enne.

Nel corso della perquisizione presso l’abitazione del 21enne i Carabinieri hanno scovato una pistola calibro 7,65, con caricatore inserito, nascosta dietro il comodino della camera dal letto del padre 50enne del giovane. Oltre all’arma, posizionata in modo da essere prontamente disponibile, l’uomo aveva occultato 60 proiettili calibro 7,65, uno calibro 9 e uno calibro 12. Per tali motivi, sulla base degli indizi raccolti, l’uomo è stato arrestato e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa di udienza di convalida. Le indagini sono partite quando la sera dello scorso 19 marzo, in via P. Novelli, una forte esplosione ha scosso il centro abitato, innescando un violento incendio che ha completamente avvolto una Peugeot 206.

Il boato si è verificato in un’area densamente urbanizzata, tra palazzi e civili abitazioni. L’immediato intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il rogo si propagasse ulteriormente; solo l’assenza di passanti o veicoli in transito al momento della deflagrazione ha impedito che l’atto criminoso si trasformasse in tragedia.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Caltagirone e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Palagonia, hanno permesso di accertare che il movente fosse riconducibile a una sfera passionale.

Secondo quanto emerso, l’azione intimidatoria era diretta a un 20enne del luogo, preso di mira dal 21enne per aver frequentato la sua ex fidanzata, con la quale l’uomo aveva nel frattempo riallacciato i rapporti. Per colpire il rivale, gli indagati avrebbero collocato l’ordigno incendiario sull’auto in uso al giovane.

L’impianto accusatorio ha permesso di definire con precisione le responsabilità dei due indagati, anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, visionate e analizzate dai Carabinieri. L’attentatore materiale sarebbe stato identificato nel 19enne che viaggiava come passeggero a bordo di una Jeep Renegade condotta dal 21enne che avrebbe congeniato tutta l’azione criminosa ai danni del suo rivale.

In particolare, alle 22.40 circa, l’autovettura giungeva nei pressi dell’abitazione del 20enne, il 19enne scendeva dal veicolo, posizionava una bomba molotov sul cofano della Peugeot 206 della vittima parcheggiata nella pubblica via, provocando l’innesco mediante fuoco; risalito a bordo della Jeep, i due si allontanavano repentinamente. Dopo qualche istante si verificava l’esplosione micidiale ad alto effetto distruttivo.

Le attività investigative, inoltre, avrebbero consentito di delineare un profilo ritenuto allarmante, caratterizzato da una spiccata propensione alla violenza e da una totale assenza di segnali di ravvedimento da parte del 21enne che risulterebbe inserito in un contesto delinquenziale tale da garantirgli la possibilità di reperire un’arma da fuoco. Tale disponibilità, unita a un’indole incline a risolvere i contrasti attraverso ritorsioni brutali, ne aggraverebbe sensibilmente la pericolosità, delineando un quadro che confermerebbe l’elevata pericolosità sociale del giovane e la sussistenza di un concreto rischio di recidiva.

Proprio in ragione di tale inclinazione alla violenza unita alla futilità del movente, il G.I.P. ha ravvisato un pericolo attuale e concreto di reiterazione del reato non escludendo il possibile uso di armi. Per tali motivi i due giovani  sono stati tratti in arresto e accompagnati presso la Casa Circondariale di Caltagirone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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