“A seguito del tavolo tecnico presso la sede del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania, è stato deciso che lunedì 20 luglio si terrà un sopralluogo presso il Castello Normanno con la ditta incaricata, finalizzato a verificare gli interventi necessari”. A darne comunicazione è la stessa commissione straordinaria che amministra la città di Paternò. Il dott. Gaetano D’Erba, uno dei componenti della commissione, ha partecipato, assieme ad alcuni dirigenti del comune paternese, alla riunione tecnica alla quale erano presenti anche il Genio Civile di Catania, la sovrintendenza ai beni culturali nonché il Parco Archeologico. “La Commissione Straordinaria ha espresso soddisfazione per l’avvio tempestivo dei lavori, frutto di incontri tra i vari soggetti istituzionali coinvolti” si legge in una nota stampa.
Oltre un mese addietro dal dongione normanno si è registrata la caduta dei conci di pietra bianca dalla parte sommitale del Castello e precisamente nella zona in cui si trova la scalinata che porta verso l’ingresso della struttura. Lunedì la ditta incaricata dal sopralluogo effettuare un controllo della parte esterna della struttura, utilizzando, probabilmente o dei droni oppure ricorrendo a dei tecnici specializzati che calandosi dalla parte sommitale del castello potrebbero prendere visione delle criticità esistenti.
Nei giorni scorsi era stato effettuato un sopralluogo esterno da parte dei tecnici degli enti interessati che hanno analizzato i settori Nord-Est e Sud-Est del monumento, dove si sono verificati i crolli. Gli esperti hanno sostenuto che la caduta dei conci potrebbe essere legata alla natura della pietra calcarea: un materiale morbido che, sotto l’azione prolungata e degradante delle intemperie e del tempo, nonché la mancata manutenzione, avrebbe provocato il distacco di una serie di pietre bianche.
L’attenzione dei tecnici si è anche soffermata sul costone Sud-Est del Castello : da una prima analisi sembra che il monumento presenterebbe delle lesioni profonde e un principio di distacco della massa muraria che, se non arginato tempestivamente, potrebbe portare a un crollo strutturale di vaste proporzioni. Il quadro fessurativo diffuso impone la massima allerta. Nel contempo per garantire la pubblica incolumità da diverse settimane è stata interdetta la zona attorno al Castello.