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Cronaca

Paternò, incendio auto di probabile matrice dolosa in via Alcantara, indagini in corso

Il rogo si è verificato poco dopo le 03.30, il mezzo è privo di batteria e gruppo motore

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Notte di fuoco a Paternò in via Alcantara nella zona Salinelle, dove un’autovettura è stata avvolta dalle fiamme. L’incendio, di probabile matrice dolosa si è registrato intorno alle 3.30. Sul posto per spegnere il fuoco uomini del 115 del distaccamento di Paternò che hanno lavorato celermente per evitare che le fiamme si estendessero alle altre autovetture parcheggiate nella zona. Presenti anche i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Paternò che hanno avviato le indagini del caso.  Il mezzo andato distrutto dalle fiamme, in sosta da tempo in via Alcantara, era privo di motore e di batteria. Solo dopo circa un’ora sono state ultimate le operazioni di spegnimento e di bonifica.

Cronaca

Paternò, incidente mortale nella frazione di Sferro

A nulla sono valsi i soccorsi giunti sul posto

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Grave incidente stradale intorno alle 19:30 di oggi sulla Sp 102/I che collega Paternò alla frazione di Sferro. A perdere la vita un paternese di 64 anni che viaggiava a bordo di una Fiat Multipla che stava percorrendo l’arteria stradale in direzione Paternò. Al momento non sono note le cause che hanno causato l’incidente e che hanno portato la perdita del controllo del veicolo che si è ribaltato più volte su se stessa finendo la propria corsa contro il guardrail dopo che avrebbe impattato anche con una Fiat Panda che lo precedeva. L’uomo è stato sbalzato fuori dal veicolo perdendo la vita dopo il violento impatto con l’asfalto. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri di Paternò. La strada al momento rimane bloccata in entrambe le direzioni.

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Cronaca

Paternò, 31enne indagato per reclutamento e sfruttamento di manodopera agricola

Il GIP di Catania ha disposto per il presunto “caporale”  l’obbligo di non allontanarsi dalla sua abitazione tra le 15.30 e le 3 del mattino e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

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Un uomo di 31 anni di Adrano, incensurato, è indagato per “reclutamento e sfruttamento di manodopera agricola in condizioni di estremo sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno”.  L’indagine è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Paternò e da quelli  del Nucleo Ispettorato del lavoro di Catania. Il GIP di Catania ha disposto per il presunto “caporale”  l’obbligo di non allontanarsi dalla sua abitazione tra le 15.30 e le 3 del mattino e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

In particolare l’attività dei carabinieri è stata incentrata sulla presenza di lavoratori stranieri  nella baraccopoli di contrada Ciappe Bianche di Paternò, spesso irregolari e impiegati illecitamente per i lavori agricoli in tutto il comprensorio paternese e nei paesi vicini. I carabinieri, mediante servizi di appostamenti e osservazione a distanza, hanno individuato un furgone sul quale gli extracomunitari sarebbero stati caricati e portati nei terreni dove si svolgeva la raccolta delle arance.  Secondo l’accusa, a bordo di un Fiat Iveco, il 31enne avrebbe prelevato degli extracomunitari dalla tendopoli di contrada Ciappe Bianche e li avrebbe condotti nei terreni per la campagna agrumicola, non solo in fondi di sua proprietà, ma anche di terzi.

In una occasione i carabinieri avevano seguito e poi fermato il mezzo dopo che avrebbe prelevato sette lavoratori e li avrebbe portati in un fondo agricolo a Mineo, ma l’autista sarebbe  fuggito lasciando gli extracomunitari nel vano posteriore. I militari avrebbero accertato che tutti gli occupanti del mezzo sarebbero stati soggetti  senza permesso di soggiorno e senza contratto di lavoro.  I lavoratori hanno riferito di essere stati ‘ingaggiati’ dal 31enne, rivelando di sottostare a massacranti condizioni di lavoro: ossia turni di 10-12 ore al giorno, 6 giorni su 7, con retribuzione a cottimo condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi di raccolta, indipendentemente dalle ore effettivamente lavorate, in violazione di qualsivoglia normativa sul lavoro. Nessuno di loro avrebbe ricevuto una formazione sulla sicurezza o sarebbe stato sottoposto a visite mediche preventive, così come non sarebbero stati forniti loro i necessari dispositivi di protezione individuale. Uno di loro nel febbraio scorso si sarebbe infortunato cagionandosi una frattura, ma sarebbe stato convinto dall’indagato a non raccontare la verità ai medici del pronto soccorso e a dire loro che si era trattato di un incidente domestico.

 

Il modus operandi dell’indagato, sarebbe stato così incentrato su una relazione di subordinazione e dipendenza tipica del caporalato. Oltretutto “il coinvolgimento di un numero significativo di persone, oltre tre, sarebbe solitamente tipico di una gestione del lavoro non solo irregolare ma criminale, finalizzata a sfruttare massicciamente la manodopera vulnerabile senza alcuna considerazione per la loro sicurezza e benessere”  dicono dalla procura di Catania.

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