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Associazionismo

Paternò, proposte di associazioni terzo settore per questioni migranti e riutilizzo ex Albergo Sicilia

Con una missiva indirizzata al Prefetto di Catania e ai commissari straordinari hanno espresso il loro apprezzamento in merito alla disponibilità manifestata dalle istituzioni a individuare soluzioni concrete per affrontare il problema abitativo che interessa i lavoratori migranti.

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Con una missiva indirizzata al Prefetto di Catania e ai commissari straordinari che amministrano la città di Paternò i componenti per la Rete per l’accoglienza, l’integrazione e per il contrasto alle povertà, nonché i rappresentanti delle associazioni del terzo settore e del volontariato (Caritas del 12° Vicariato Paternò- Ragalna, Ordine Francescano Secolare Paternò, APAS -Associazione di Pubblica Assistenza Paternò ODV, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia -sez. di Paternò, Azienda Agricola Agorà Fattoria Sociale, Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto ETS, Voce) hanno espresso il loro apprezzamento in merito alla disponibilità manifestata dalle istituzioni a individuare soluzioni concrete per affrontare l’annoso e drammatico problema abitativo che interessa i lavoratori migranti.

I sottoscrittori del documento invitano chi di dovere a fare un’attenta riflessione sulle ipotesi avanzate circa la destinazione dei locali dell’ex Albergo Sicilia di Via Vittorio Emanuele per fronteggiare questa tematica. “ Garantire condizioni abitative dignitose rappresenta il primo e indispensabile passo verso un più ampio percorso di inclusione sociale, capace di assicurare a queste persone un livello adeguato di qualità della vita e il possesso dei requisiti necessari per una permanenza regolare e per lo svolgimento di un’attività lavorativa nel pieno rispetto della legge – si legge nella missiva – Tale processo di integrazione, tuttavia, non può prescindere dal consenso, dalla partecipazione e dalla collaborazione della comunità cittadina. Paternò ha storicamente mostrato atteggiamenti di apertura, comprensione e accoglienza nei confronti dei lavoratori stranieri; negli ultimi anni, tuttavia, si sono manifestate, seppur in misura minoritaria, forme di intolleranza e, più diffusamente, atteggiamenti di diffidenza”.

Secondo i sottoscrittori della missiva queste criticità sarebbero da ricondurre ad una gestione insufficiente e poco lungimirante di un fenomeno, quella della presenza di lavoratori stranieri. presente da decenni. “Tale situazione ha contribuito ad aggravare ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori immigrati, favorendo fenomeni di caporalato, mancato pagamento delle prestazioni lavorative, sfruttamento abitativo attraverso la locazione di alloggi angusti e privi dei necessari requisiti igienico-sanitari, nonché la carenza di luoghi e occasioni adeguate di socializzazione e partecipazione alla vita della comunità- si legge ancora nella missiva – Alla luce di queste considerazioni, riteniamo che la collocazione delle strutture abitative debba essere individuata all’interno del tessuto urbano cittadino, sia per garantire un più agevole accesso ai servizi pubblici e privati presenti sul territorio, sia per favorire percorsi di integrazione e socializzazione con la popolazione locale. Al tempo stesso, riteniamo opportuno evitare l’individuazione di aree particolarmente identitarie e simboliche per la cittadinanza, che potrebbero essere percepite come sottratte alla loro originaria funzione collettiva, con il rischio di alimentare incomprensioni e resistenze”.

Da qui la proposta dei sottoscrittori del documento di realizzare e allocare “moduli abitativi nell’area del Parco Primavera, previa predisposizione delle necessarie infrastrutture e dei servizi essenziali”; inoltre è stata avanzata la proposta di destinare i locali dell’ex Albergo Sicilia “a sede delle associazioni cittadine, comprese quelle impegnate nell’accoglienza e nell’inclusione degli stranieri, affinché possano diventare un centro di incontro, aggregazione e promozione sociale e culturale aperto a tutti i cittadini e a tutte le comunità straniere presenti nel territorio”.

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