Una decisione drastica ma inevitabile per garantire l’incolumità pubblica: l’intera area del Castello Normanno di Paternò viene da oggi transennata e completamente interdetta al pubblico. Vige il divieto assoluto di accesso e stazionamento per i cittadini nelle aree circostanti il monumento.
Il provvedimento restrittivo immediato è scattato questa mattina a seguito di un accurato sopralluogo tecnico che ha certificato la gravità dei danni strutturali subiti dallo storico dongione, colpito negli ultimi giorni da preoccupanti cedimenti.
Al vertice tecnico e ispettivo di stamane hanno preso parte le massime autorità competenti: il Soprintendente Maurizio Auteri, il funzionario tecnico Concetto Stagnitti, il Direttore del Parco Archeologico di Catania Giuseppe D’Urso, Il capo del Genio Civile di Catania, Gaetano Laudani, Commissario Straordinario del Comune, Gaetano D’Erba, i dirigenti del comune Gianfranco Ursino e Vincenzo Pedalino.
I tecnici hanno analizzato i settori Nord-Est e Sud-Est del monumento, dove si sono verificati i crolli. Gli esperti hanno accertato che la caduta dei conci è legata esclusivamente alla natura della pietra calcarea: un materiale morbido che, sotto l’azione prolungata e degradante delle intemperie e del tempo, ha ceduto. Viene quindi categoricamente escluso l’impatto di un fulmine, ipotesi circolata nelle prime ore.
Il monitoraggio ha evidenziato criticità macroscopiche sia all’esterno che all’interno della struttura. Il punto più drammatico è rappresentato dal costone a Sud-Est: la parete presenta lesioni profonde e un principio di distacco della massa muraria che, se non arginato tempestivamente, potrebbe portare a un crollo strutturale di vaste proporzioni. Il quadro fessurativo diffuso impone la massima allerta, specialmente per quanto riguarda lo stato di conservazione e il dilavamento della malta di allettamento originaria.
Le istituzioni hanno già tracciato la linea per la salvaguardia del simbolo monumentale di Paternò: Chiusura immediata di oggi e transennamento per evitare la sosta dei passanti. Messa in sicurezza d’urgenza dei torrini superiori, le strutture al momento più esposte a ulteriori distacchi. Programmazione a stretto giro di un secondo sopralluogo approfondito. Saranno impiegate strumentazioni specifiche per radiografare il quadro fessurativo interno e stabilire le priorità d’intervento in base agli indici di rischio.
La chiusura di oggi, seppur dolorosa per la comunità e i turisti, rappresenta l’unica strada percorribile per evitare tragedie e avviare, finalmente, una diagnosi reale e un restauro definitivo del dongione.