Si è tenuto oggi presso la biblioteca comunale di Santa Maria di Licodia l’incontro formativo “Attenti alle truffe – Prevenzione e tutela”, promosso dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano e dal Comune licodiese nell’ambito della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Questura di Catania su tutta la provincia etnea. Un appuntamento che ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, segno di quanto il tema sia sentito dalla comunità locale. A condurre la sessione sono stati il vicequestore Vincenzo Sangiorgio, l’ispettore Aurelio Marchese e l’assistente capo Alfio Furnari, che con competenza e chiarezza hanno guidato i presenti attraverso un percorso di consapevolezza sulle principali tecniche utilizzate dai truffatori, sia nel mondo fisico che in quello digitale.
Al centro della riflessione proposta dagli operatori di Polizia c’è stato il piano psicologico, il livello su cui il truffatore agisce per abbattere le difese della vittima e raggiungere il proprio scopo. Manipolazione emotiva, senso di urgenza, autorità simulata e fiducia indotta sono gli strumenti principali del mestiere, spesso applicati con grande abilità e pazienza. Riconoscere questi meccanismi è il primo passo per non caderne vittima.
Numerosi gli esempi concreti portati in sala, tutti tratti da situazioni reali e purtroppo frequenti. Tra i casi illustrati, quello classico della truffa al bancomat, in cui soggetti malintenzionati si avvicinano alle vittime — spesso anziani — durante le operazioni di prelievo, fingendosi operatori della banca intenti a verificare l’autenticità delle banconote erogate dall’ATM. Altrettanto insidiose le truffe perpetrate da falsi tecnici di utenze domestiche (gas, luce, acqua), che si presentano come personale autorizzato per accedere alle abitazioni e sottrarre denaro o oggetti di valore. Particolarmente allarmante, infine, la tecnica dei falsi appartenenti alle forze dell’ordine dove individui che contattano le vittime spacciandosi per carabinieri o poliziotti, richiedendo somme di denaro con pretesti legati a familiari in difficoltà o presunte situazioni di emergenza.
Non meno pericoloso il fronte digitale. I relatori hanno illustrato le modalità più diffuse di truffa online, a partire dai messaggi WhatsApp ingannevoli, studiati per indurre l’utente a cliccare su link malevoli o a fornire credenziali e codici di accesso ai propri conti correnti impiegando tecniche sempre più sofisticate, che sfruttano la fiducia nelle piattaforme di messaggistica e i momenti di distrazione o preoccupazione della vittima.
All’incontro erano presenti in gran numero gli “studenti” dell’Università della Terza Età e rappresentanti di associazioni del territorio, a conferma della risposta positiva della comunità a iniziative di questo tipo. In sala anche l’assessore Elio Finocchiaro, l’assessore Grazia Ranno e il sindaco Giovanni Buttò. A promuovere l’evento è stato il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Mirella Rizzo, che ha voluto fortemente questo momento di sensibilizzazione per la cittadinanza. Un incontro riuscito, che lascia ai partecipanti strumenti concreti e, soprattutto, una maggiore consapevolezza, dove la migliore difesa contro le truffe comincia sempre dal sapere come funzionano.