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L'Intervista

S.M. di Licodia, Slow Food premia la produzione olivicola di Sergio Pappalardo

L’olio extra vergine di oliva prodotto ai piedi del vulcano si è distinto per proprietà organolettiche e origine

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Nella mappa di Slow Food Italia, che segna la migliore produzione olivicola del 2020, si trova anche l’olio “Don Peppino” prodotto ai piedi dell’Etna dall’azienda agricola “Sikulus” del giovane Sergio Pappalardo. Il riconoscimento di “Grande Olio Slow Food 2020” per l’azienda licodiese è arrivato da esperti e appassionati del settore,  che hanno scandagliato ogni angolo del bel Paese con l’obiettivo di aiutare il consumatore nella scelta dell’olio migliore davanti agli scaffali del supermercato o della bottega sotto casa.

L’ultimo di una scia di successi, che conferma la bontà unica e pregiata del prodotto, frutto di una scommessa imprenditoriale di una famiglia composta da 4 generazioni a confronto.

«Per noi di “Sikulus” – racconta il titolare, Sergio Pappalardo – il 2020 è un anno pieno di soddisfazioni, perché abbiamo avuto l’onore e il privilegio di ricevere i riconoscimenti più prestigiosi che riguardano il panorama dell’olio extravergine di oliva di altissima qualità; infatti il nostro olio extravergine di oliva IGP Sicilia “Don Peppino” ha ricevuto: le 5 gocce Bibenda (Fondazione Italiana Sommelier), il premio A.I.R.O.(Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) come miglior IGP d’Italia, l’inserimento nella guida Oli d’Italia del Gambero Rosso e il premio Slow Food.

Quest’ultimo è particolarmente importante sia per la mia azienda che per il mio territorio, perché è la menzione che viene attribuita all’extravergine che si è distinto per particolari pregi dal punto di vista organolettico e che ben rispecchia il territorio.

Spero che il mio esempio possa essere utile a tutti i piccoli imprenditori e produttori locali, perché il nostro olio è un’eccellenza e bisogna valorizzarlo, attraverso l’amore per il proprio prodotto, lo studio costante e approfondito della cultivar, del territorio e dell’olivicoltura».

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Cultura

Catania, la danza trionfa al “Premio Città di Catania”

Con una giuria d’eccezione guidata da Claudia Zaccari, Carlos Itrushiontz, Davide Bombana e Joy Womack

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Si è conclusa con un’esplosione di emozioni e talento l’edizione 2025 del Premio Città di Catania, il prestigioso concorso internazionale di danza classica e contemporanea che dal 1987 porta ai piedi dell’Etna artisti di fama mondiale. Il Teatro Stabile ha fatto da cornice a una competizione avvincente, dove tecnica, espressività e dedizione hanno brillato sotto gli occhi di una giuria d’eccezione.

Borse di studio e opportunità per giovani talenti

L’evento ha rappresentato non solo una celebrazione dell’arte della danza, ma anche un trampolino di lancio per giovani promesse. Sono state assegnate oltre trenta borse di studio, offrendo a ballerini talentuosi la possibilità di perfezionarsi in rinomate scuole di danza in Italia e all’estero, tra cui Brasile, Portogallo e Spagna. Dieci i premi speciali conferiti per musicalità, eleganza scenica ed espressività, a riconoscimento del valore artistico e interpretativo dei partecipanti.

Una competizione di alto livello

A calcare il palcoscenico sono stati circa cento danzatori provenienti da tutta Italia, pronti a mettersi in gioco davanti a una giuria di altissimo livello. Tra i membri, spiccano nomi come Claudia Zaccari, presidente di giuria e madrina della manifestazione, Carlos Iturrioz, Davide Bombana e l’étoile Joy Womack, la prima ballerina americana ad aver firmato un contratto con il Bolshoi Ballet. Proprio Womack è stata protagonista di un’esibizione mozzafiato nel gran galà finale, conquistando il pubblico con la sua straordinaria eleganza.

Un evento che fa brillare Catania nel mondo della danza

Anche quest’anno, il Premio Città di Catania ha ottenuto il patrocinio della Regione Siciliana, dell’Assessorato al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo e dell’Assemblea Regionale Siciliana, confermando il suo ruolo di eccellenza nel panorama artistico internazionale.

A guidare la direzione artistica, con passione e dedizione, è stata ancora una volta la maestra Rossana Tortora, anima pulsante della manifestazione dal 1989. “Il Premio Città di Catania – ha dichiarato Tortora – è un appuntamento imperdibile per la danza, ma soprattutto una straordinaria opportunità per i giovani talenti di dimostrare il proprio valore. Il nostro obiettivo è quello di offrire loro un trampolino verso il successo, affinché questo palcoscenico possa portarli nei più grandi teatri e compagnie del mondo”.

Ancora una volta, Catania si conferma una capitale della danza, capace di coniugare arte, cultura e opportunità per le nuove generazioni. Il sipario si chiude su questa edizione, ma il sogno di tanti giovani ballerini è appena cominciato.

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Chiesa

S.M. di Licodia festeggia i 100 anni di padre Vito Rapisarda

Questa mattina la visita privata dell’Arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna, insieme ad una rappresentanza del clero locale

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Sono giornate di festa e – per chi crede – di ringraziamento al Signore per aver donato alla comunità di Santa Maria di Licodia la figura di Padre Vito Rapisarda che nella giornata di oggi per l’anagrafe (in realtà nato l’11 febbraio) ha compiuto 100 anni d’età. Questa mattina, a portare gli auguri insieme a tutto il clero locale, è stato lo stesso Arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna che si è recato in visita privata presso l’abitazione dove padre Rapisarda vive. Questo pomeriggio, per lui, il primo di una serie di eventi organizzati in suo onore, all’interno di un gremitissimo teatro “San Giuseppe” alla presenza di tanti cittadini licodiesi, di amici e parenti del sacerdote centenario. Ad allietare il pomeriggio, un recital di poesie e canti a cura del gruppo dell’Università della Terza Età. Il sindaco Giovanni Buttò e l’amministrazione comunale, hanno poi consegnato – a conclusione della serata – una targa ricordo al sacerdote. A curare la realizzazione delle torte, sono stati gli studenti ed i professori dell’alberghiero di Santa Maria di Licodia.

Una vita di fede – oltre 70 anni di sacerdozio, il suo – ma non solo. Tante le battaglie di Padre Rapisarda tutte nell’interesse della comunità Licodiese. Di lui ricordiamo la lungimiranza nella creazione di una rete televisiva parrocchiale, la costruzione del teatro parrocchiale, dell’Istituto Sant’Angela Merici, della piscina e del campeggio estivo in zona vigne. E non dimentichiamo, tra l’altro, anche le sue apparizioni sulle reti nazionali quando si trovò ad affrontare la questione “vanadio” nelle acque licodiesi. Ma oggi, per lui e per la comunità licodiese è festa. Oggi è ringraziamento. Oggi è l’affetto di tutta la comunità che lo ringrazia per la sua vita vissuta al servizio di Santa Maria di Licodia.

 

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