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Cronaca

Belpasso, tolleranza zero contro i cittadini zozzoni, pubblicato video degli sporcaccioni

Il sindaco Carlo Caputo deciso a rendere difficile la vita a coloro che abbandonano rifiuti in strada, pubblicando video mentre lasciano la spazzatura in un zona non consentita

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Lotta senza quartiere a Belpasso da parte della giunta comunale guidata da Carlo Caputo contro i cittadini . Tolleranza zero con un ritorno al passato da parte del sindaco Caputo il quale ha deciso di fare ricorso “alle vecchie pratiche” ossia filmare e condividere “i video degli incivili mentre buttano indisturbati la loro spazzatura”. Caputo ha sottolineato che dall’insediamento a oggi molte delle attività amministrative sono state orientate verso la pulizia del territorio e la rimozione delle micro-discariche insistenti sulla zona industriale di Belpasso.

“Da anni c’è una discarica a cielo aperto nella nostra zona industriale. Molte sono state rimosse ma altre, come questa che si vede nel video, le abbiamo lasciate come “esca” per gli “zozzoni”. Grazie a questa “strategia” siamo riusciti a filmare quest’uomo che scarica dal suo mezzo del materiale vario – dice Caputo-  Il video che ho pubblicato sui social vuole dimostrare come esiste un odioso comportamento, fortunatamente non diffuso, che se perpetrato quotidianamente porta a creare situazioni di degrado.

Per gli incivili il costo dei verbali, e le relative conseguenze sanzionatorie, dipendono dal tipo di rifiuto scaricato ma ritengo che il costo più grave sia non solo quello ambientale ma anche quello sociale, perché ricordo a chi sporca che a pagare non è solo l’amministrazione, la politica, ma tutti i cittadini e i contribuenti in regola” ha proseguito il  sindaco . Nelle scorse settimane l’amministrazione ha anche piazzato “foto-trappole itineranti” in molti punti deboli del territorio, nei quali gli incivili amano scaricare impunemente rifiuti di ogni genere.   “Il video è solo il primo di una lunga serie che mi aiuteranno a combattere questa battaglia. So già che sarà difficile ma sono certo che la costanza e il tempo mi darà ragione, come lo è stato in passato”, conclude il sindaco Caputo.

Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Associazionismo

Misericordie catanesi “sequestrate” per non aver pagato il ticket sosta in alcuni ospedali catanesi

Alfredo Distefano: «Non possiamo far altro che prendere atto che gli operatori della Cooperativa continuano a disconoscere la nota del Prefetto. Presenteremo esposto alla Procura».

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Passano gli anni ma la problematica inerente il pagamento della sosta dei mezzi di soccorso e trasporto delle Misericordie della Provincia di Catania, all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G.Rodolico-San Marco” e Presidio Ospedaliero “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale rimane tale. Era il mese di marzo 2023 quando il Comitato Provinciale delle Misericordie di Catania denunciava quanto applicato dalla Cooperativa Sociale “Eco-Tourist” che gestisce la sosta all’interno degli ospedali, i cui operatori costringevano le associazioni di volontariato a dover pagare la somma di 15 euro, al superamento dei 15 minuti di permanenza all’interno dell’Ospedale. Tempistica che risulta ovviamente insufficiente ai soccorritori impegnati nei trasporti sanitari, al fine di poter garantire un’assistenza adeguata ai pazienti trasportati. «Dovremmo forse abbandonare gli utenti all’ingresso dei nosocomi, per spostare i mezzi di soccorso?», si chiedono alcuni volontari delle Misericordie catanesi.

A gridare a gran voce quanto continua ad accadere in diversi ospedali del catanese, è il presidente del Comitato delle Misericordie di Catania Alfredo Distefano. «La situazione, in un anno, è peggiorata. Adesso, siamo arrivati al punto che gli operatori della cooperativa si rifiutano di aprire la sbarra se i volontari non pagano il ticket di 15 euro, palesando a nostro avviso i reati di interruzione di pubblico servizio e limitazione della libertà personale. Le nostre associazioni, il cui sostentamento deriva dalle sole offerte, sono costrette a dover vivere quotidianamente queste difficoltà. L’ultimo caso – che risale ad oggi – , è quello di un’automedica bloccata all’interno dell’ospedale di Acireale con il paziente a bordo, perché si era sforato il tempo massimo di permanenza. Per poter far ritorno a casa, in alcuni casi, si è reso necessario l’intervento dei Carabinieri che hanno constatato i fatti».

Sulla vicenda, ricordiamo, era intervenuta nel mese di maggio 2023 anche l’attuale Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, la quale aveva espressamente sollecitato su questa tematica la Direzione Generale del Policlinico che in quell’occasione aveva risposto “di aver più volte richiamato la Cooperativa che si occupa del servizio in argomento a tenere un comportamento adeguato al servizio svolto dalle associazioni di volontariato e di agevolare le stesse, senza l’applicazione di penali al superamento della permanenza nei presidi oltre 15 minuti”.

«Ad oggi, – conclude Distefano – non possiamo far altro che prendere atto che gli operatori della Cooperativa continuano a disconoscere la nota del Prefetto. Altresì, le Forze dell’Ordine, probabilmente stanche delle continue richieste di aiuto, non riescono sempre ad intervenire in tempi certi. Scriveremo nuovamente a Sua Eccellenza per segnalare quanto ancora accade negli ospedali catanesi, nell’attesa di un incontro con le Direzioni Generali degli ospedali interessati e con i rappresentanti della Cooperativa che – a quanto pare – temono un confronto dialettico con noi, mirato esclusivamente alla soluzione definitiva del problema. Contestualmente non si esclude che procederemo con un esposto alla Procura della Repubblica etnea».

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