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Catania, la “pioggia nera” non fa più paura: la cenere dell’Etna diventa un tesoro per la Sicilia

Dalle strade ai cantieri: così il vulcano smette di essere un costo per i cittadini e si trasforma in una risorsa preziosa per il nostro futuro

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foto repertorio
Per chi vive ai piedi dell’Etna, la cenere è sempre stata una presenza familiare ma difficile: una “pioggia nera” che blocca le strade, sporca i balconi e svuota le casse dei nostri Comuni. Da oggi, però, questa polvere smette di essere solo un rifiuto costoso da smaltire e inizia una nuova vita. Grazie a un cambio di rotta che mette al centro l’ambiente, la cenere vulcanica diventa finalmente una risorsa strategica per la nostra economia.
Di questo futuro possibile si parlerà venerdì 13 marzo 2026 a Catania, durante l’incontro “CeVEtna” presso il Palazzo della Regione. Non sarà solo un tavolo tecnico, ma il punto di partenza per una Sicilia più moderna e pulita.
L’idea è semplice e concreta: invece di spendere cifre enormi per buttare via la cenere dopo ogni eruzione, aiuteremo le imprese a riutilizzarla nei loro cicli produttivi. Come spiegato dal presidente Renato Schifani, l’obiettivo è sollevare i Comuni dai costi insostenibili della pulizia e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità di lavoro rispettando la nostra terra.
All’incontro parteciperanno esperti dell’Università, dell’INGV e rappresentanti delle istituzioni, tutti uniti per trasformare una sfida della natura in un’occasione di crescita. È il segno di una Sicilia che non subisce più gli eventi, ma impara a convivere con il suo vulcano in modo intelligente e sostenibile.

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