L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato che, dal sopralluogo svolto da personale INGV in campo, anche con l’ausilio di droni, è stato possibile osservare il fatto che continua l’attività effusiva cominciata nella tarda mattinata di ieri.
Tale attività è alimentata da una bocca posta a quota di circa 3030 m s.l.m. che sta attualmente alimentando una colata lavica, che si divide in due flussi principali, il cui fronte più avanzato si attesta ad una quota stimata di circa 2800 m s.l.m.. Durante il sopralluogo, non è stata osservata attività esplosiva al Cratere Voragine, ma solo intenso degassamento. Dal punto di vista sismico nel corso delle ultime ventiquattro ore l’ampiezza del tremore vulcanico si è mantenuta stabile su valori medi. Anche le localizzazioni del tremore sono rimaste stabilmente in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 2900 metri s.l.m..
L’attività infrasonica si è mantenuta ad un livello medio sia come numero di eventi che come energia e risulta localizzata al cratere di Nord Est. Non si rilevano variazioni significative nei segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo.
“Si tratta di un’attività sub terminale, cioè strettamente collegata ai crateri sommitali- scrive il vulcanologo Boris Behncke sulla propria pagina social- Non sta, allo stato attuale, producendo quantità significative di cenere (stanno continuando le modeste emissioni di cenere dalla bocca, il cosidetto “pit”, sull’alto fianco orientale del cratere Voragine). Questa colata è figlia della Voragine, non del solito Cratere di Sud-Est, ma nemmeno del Nord-Est alla cui base orientale sta uscendo. Sta emergendo dalla parte terminale della frattura che nei giorni precedenti si è sviluppata partendo dal “pit” della Voragine, quella bocca apertasi il mattino del 27 dicembre 2025 in concomitanza con il primo parossismo del Nord-Est di quel giorno. Nella stessa zona, 12 anni fa, si è aperta una bocca, e poi un’altra, che invece erano figlie del Sud-Est”.