Sopralluogo questa mattina, presso il Castello Normanno di Paternò con la ditta incaricata dall’ente proprietario del dongione, finalizzato a verificare gli interventi necessari da eseguire dopo il distacco dei conci, nel mese di giugno, dalla parte sommitale. La ditta incaricata ha effettuato un controllo della parte esterna della struttura, utilizzando per l’occasione un drone che ha ripreso la parte sommitale del Castello e non solo.
Nelle prossime ore, analizzando le immagini, si potranno accertare le cause che hanno provocato il distacco dei conci. Presenti questa mattina Gaetano D’Erba, commissario del comune di Paternò, Gianfranco Ursino dirigente dell’ente comunale paternese, Gaetano Laudani, direttore del Genio Civile di Catania, il Direttore del Parco Archeologico di Catania Giuseppe D’Urso nonché i tecnici della ditta che ha eseguito l’intervento:
Oltre un mese addietro dal dongione normanno si è registrata la caduta dei conci di pietra bianca dalla parte sommitale del Castello e precisamente nella zona in cui si trova la scalinata che porta verso l’ingresso della struttura. Nei giorni scorsi era stato effettuato un sopralluogo esterno da parte dei tecnici degli enti interessati che avevano analizzato i settori Nord-Est e Sud-Est del monumento, dove si sono verificati i crolli.
Gli esperti, da una prima analisi, avevano sostenuto che la caduta dei conci potrebbe essere legata alla natura della pietra calcarea: un materiale morbido che, sotto l’azione prolungata e degradante delle intemperie e del tempo, nonché la mancata manutenzione, avrebbe provocato il distacco di una serie di pietre bianche.
L’attenzione dei tecnici si è era soffermata sul costone Sud-Est del Castello : da una prima analisi sembra che il monumento presenterebbe delle lesioni profonde e un principio di distacco della massa muraria che, se non arginato tempestivamente, potrebbe portare a un crollo strutturale di vaste proporzioni. Il quadro fessurativo diffuso impone la massima allerta. Nel contempo per garantire la pubblica incolumità da diverse settimane è stata interdetta la zona attorno al Castello.