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Cronaca

Catania, disordini nel carcere di Piazza Lanza

I detenuti avrebbero preso il controllo di due reparti della struttura e alcuni agenti della polizia penitenziaria, forse tre, sarebbero rimasti feriti e trasportati in ospedale

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Detenuti della casa circondariale di Catania Piazza Lanza avrebbero preso il controllo di due reparti della struttura e alcuni agenti della polizia penitenziaria, forse tre, sarebbero rimasti feriti e trasportati in ospedale. La notizia, resa nota dal sindacato Consipe, è confermata dalla presenza dalle Forze dell’ordine che hanno circondato il carcere mentre sono in corso tentativi di dialogo con i detenuti.

“Esprimo prima di tutto la mia totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti e portati in ospedale – afferma in una nota il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra – ai quali auguro una pronta guarigione. Ma sia chiaro a tutti: quanto sta accadendo a Piazza Lanza non è una fatalità, è la cronaca di un disastro ampiamente annunciato. Da mesi il Consipe urla ai quattro venti che la struttura catanese è una polveriera pronta a esplodere, schiacciata da un sovraffollamento insostenibile che sfiora il 170% e da una carenza organica cronica che supera le 60 unità. La gestione quotidiana della sicurezza – aggiunge il sindacalista – è stata lasciata al sacrificio eroico del personale, abbandonato a se stesso di fronte a una popolazione detenuta sempre più aggressiva e incontrollabile, spesso caratterizzata da gravi disagi psichiatrici senza alcun supporto sanitario reale. Oggi lo Stato ha perso il controllo di due reparti a Piazza Lanza. Questa è la firma del fallimento della politica gestionale dell’Amministrazione penitenziaria”.

Non si conoscono al momento le motivazioni della protesta, probabilmente da ricondurre oltre al sovraffollamento della struttura anche alle alte temperature che si stanno registrando in queste ore in città che rendono difficili la vita all’interno del carcere. Nel piazzale esterno, parenti dei detenuti in attesa cercano di sapere quando e se potranno incontrare i loro familiari perché i colloqui sono stati temporaneamente sospesi.

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