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Catania, sulla cessione della SAC i capigruppo chiedono chiarezza: “Attivare la Commissione speciale”

Mpa, Forza Italia, Prima l’Italia-Lega e Gruppo Misto chiedono una seduta straordinaria del Consiglio comunale e l’acquisizione degli atti sulla procedura di cessione della quota di controllo della società

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La cessione della quota di controllo della SAC torna al centro del dibattito politico a Catania. I capigruppo di Mpa, Forza Italia, Prima l’Italia-Lega e Gruppo Misto hanno presentato un Ordine del Giorno, chiedendo anche una seduta straordinaria del Consiglio comunale, per approfondire una procedura che riguarda la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.

Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto la richiesta di attivare la Commissione speciale SAC, già deliberata dal Consiglio comunale, affinché possa acquisire la documentazione, ascoltare i vertici della società e verificare i diversi passaggi dell’operazione. Per i capigruppo, infatti, la vicenda riguarda un’infrastruttura strategica per Catania e per l’intera Sicilia orientale, con possibili ricadute sul piano economico, occupazionale e infrastrutturale.

A suscitare ulteriori richieste di chiarimento sono anche alcune dichiarazioni rese in due diverse sedi istituzionali sulla disponibilità degli atti relativi alla procedura. Durante l’audizione del 17 giugno 2026, la presidente della SAC Anna Maria Rita Quattrone avrebbe riferito che i componenti del CdA erano stati informati sull’iter e che, a seguito delle richieste dei consiglieri, era stata fornita la documentazione necessaria. Successivamente, nell’audizione del 27 luglio 2026 davanti alla IV Commissione dell’ARS, la consigliera Francesca Garigliano avrebbe invece dichiarato di aver richiesto formalmente, anche tramite PEC, alcuni documenti, tra cui i contratti degli advisor e la relativa documentazione, sostenendo di aver ricevuto un diniego.

I capigruppo sottolineano di non voler formulare giudizi, ma ritengono necessario verificare attraverso gli atti ufficiali quanto accaduto: “Non chiediamo versioni di parte. Chiediamo che siano gli atti a parlare”. Da qui la richiesta di rendere operativa senza ulteriori rinvii la Commissione speciale, consentendole di acquisire i documenti e ascoltare i soggetti coinvolti. “La città ha il diritto di conoscere e il Consiglio comunale ha il dovere di verificare”, concludono i rappresentanti dei gruppi consiliari.

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