Un vero e proprio sodalizio illegale contro la natura, nascosto tra le mura domestiche. Prosegue senza sosta l’impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania nella tutela dell’ambiente e del patrimonio faunistico. L’ultimo bilancio di un’operazione mirata sul territorio ha portato alla denuncia a piede libero di un 30enne del posto, accusato a vario titolo di detenzione illecita di fauna selvatica protetta, ricettazione e maltrattamento di animali (detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura).
Per l’indagato vale, in ogni caso, la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. L’operazione è il risultato di un’attenta attività di monitoraggio e di indagini mirate. I militari della Stazione di Aci Sant’Antonio, supportati dagli specialisti del Nucleo Carabinieri CITES di Catania e dai medici del Servizio Veterinario dell’ASP di Acireale, hanno fatto scattare una perquisizione domiciliare.
Le sorprese più rilevanti sono arrivate dall’ispezione del garage dell’abitazione. All’interno del locale, i militari hanno scoperto un campionario di fauna selvatica detenuto illegalmente, oltre a veri e propri “attrezzi del mestiere” utilizzati per il bracconaggio. In particolare, sono stati sequestrati: Una rete per l’uccellagione, una corda e tre picchetti in ferro (strumenti usati per la cattura); 8 cardellini, 4 verzellini e 2 verdoni; 1 merlo in giovane età; 7 esemplari di tartaruga di Hermann (Testudo hermanni), specie rigorosamente protetta dalla normativa comunitaria e dalla Convenzione di Berna.
Dopo il sequestro, è scattato immediatamente il protocollo di controllo sanitario affidato ai veterinari dell’ASP e agli esperti del CITES per valutare le condizioni degli animali. Il ritorno alla natura: 11 volatili, giudicati in ottima salute e perfettamente in grado di volare, sono stati immediatamente liberati e reimmessi nel loro habitat naturale all’interno del “Parco delle Aci”.
La catena dei soccorsi non si è fermata qui. Le 7 tartarughe di Hermann sono state affidate in custodia a personale specializzato che ne curerà il successivo e graduale reinserimento in natura. Il giovane merlo e 3 verzellini, giudicati non ancora autosufficienti o bisognosi di cure mediche, sono stati invece posti in custodia giudiziale presso strutture idonee per consentirne il totale recupero.