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Cronaca

Paternò, sistemazione lavoratori stranieri, associazione “Penelope”: “Ipotesi Sferro? Solo isolamento”

Fra le ipotesi avanzate dalla Commissione Prefettizia per ospitare i lavoratori stagionali di Ciappe Bianche, c’è quella di utilizzare l’area degli alloggi dei lavoratori della Webuild (l’azienda che sta realizzando il raddoppio ferroviario) in contrada Sferro, in via di dismissione

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Fra le ipotesi avanzate dalla Commissione Prefettizia che regge le sorti del Comune di Paternò, per ospitare i lavoratori stagionali di Ciappe Bianche, c’è quella di utilizzare l’area degli alloggi dei lavoratori della Webuild (l’azienda che sta realizzando il raddoppio ferroviario) in contrada Sferro, in via di dismissione.

Il gruppo ristretto del tavolo permanente istituito dalla Prefettura di Catania, di cui fa parte fa parte l’associazione “Penelope” e che si occupa dei lavoratori stranieri sfruttati dal cosiddetto “caporalato”, ha effettuato un sopralluogo nel sito per valutarne la fattibilità.

“Aldilà delle buone intenzioni che animano chi sta cercando soluzioni ad una situazione oltremodo intollerabile, abbiamo provato -si legge in una nota stampa di “Penelope” – sul posto e nella riunione operativa che ne è seguita, a sottolineare quanto tale soluzione, se perseguita, rischia di riprodurre la situazione di isolamento, vulnerabilità e marginalità sociale che vuole superare. Il sito di fatti è situato nel nulla più assoluto decentrato da qualsiasi contesto sociale e umano. Pur ipotizzando un servizio navetta regolare per permettere ai lavoratori di raggiungere i luoghi di lavoro, questi, nel caso poco probabile accettassero tale isolamento, non potrebbero avere o coltivare alcuna relazione sociale e men che mai quella famosa “integrazione” di cui si fa spesso un gran parlare”.

Secondo l’associazione “Penelope”  isolare centinaia di giovani uomini dal contesto sociale, privi di servizi essenziali, “non può non riprodurre ai fenomeni di caporalato, sfruttamento e illegalità diffusa, che caratterizzano la situazione attuale degli insediamenti informali di Paternò. La “soluzione Sferro”, di fatto, non migliora né dà dignità alle vite dei lavoratori stagionali. Li rende ancora una volta mera forza lavoro, da utilizzare, finché è necessario, per poi relegare in apposite “riserve”, evitando ogni contatto con la popolazione locale”.

Per “Penelope” si tratta di una soluzione che va incontro alle esigenze delle aziende agricole “che hanno bisogno di manodopera e tranquillizza quella parte di popolazione che non vuole vederli per strada. Facciamo appello alla Commissione Prefettizia di Paternò, affinché rivaluti e ritiri dal tavolo la “soluzione Sferro”, e alle realtà sociali di base di Paternò perché prendano posizione in tal senso”.

 

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