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Cronaca

Bronte, disservizi idrici per un guasto ad una delle pompe del pozzo Musa

Disagi in città per la mancanza di acqua: in corso l’intervento da parte di ditte specializzate per individuare il problema

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Disservizi idrici a Bronte per un guasto alla pompa, che si trova a centinaia di metri di profondità, di uno dei 2 pozzi di acqua potabile di contrada Musa. Necessario, pertanto, l’intervento di ditte specializzate che dovrebbero impiegare diversi giorni per riparare il guasto. Infatti il pozzo Musa si trova a ben 190 metri di profondità, per questo il geometra Nino Saitta, responsabile del Servizio idrico del Comune, ha ritenuto che sarà difficilissimo rimettere i funzione la pompa prima di venerdì. Sul posto stanno lavorando ininterrottamente una squadra di 10 operai.

Insieme con il geometra Saitta sono presenti Nino Zingali, Nino Longhitano e Luigi Russo del Comune, più gli operai dell’impresa Cst (Consorzio servizi tecnologici) di Bronte, con la collaborazione dell’impresa “Fratelli Russo” di Gravina di Catania.  Intanto i tecnici del Comune hanno anche iniziato le manovre per redistribuire nella rete l’acqua proveniente dagli altri pozzi e mitigare, così, i possibili disservizi. “Ringrazio l’Ufficio tecnico guidato dall’ing. Salvatore Caudullo, il geometra Nino Saitta e gli operai del Comune che si stanno adoperando per risolvere il problema. – ha affermato il sindaco Graziano Calanna – Ci scusiamo con gli utenti per il disagio. Purtroppo guasti simili non sono prevedibili. Faremo il possibile per far si che i disagi siano minimi”.Quando la nuova pompa entrerà in funzione sarà necessario che nella rete si ristabilisca la necessaria pressione. Solo allora tutto tornerà alla normalità.

Cronaca

Catania, carabinieri trovano un arsenale in uso al gruppo mafioso dei “Nizza”

I militari dell’Arma, in due mesi di attività all’interno del rione San Cristoforo, hanno rinvenuto esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra

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Scoperto e sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania un arsenale ritenuto in uso al gruppo “Nizza” della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Si tratta di esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra. Arsenale rinvenuto nel corso di diverse perquisizioni operate, in circa due mesi, in diversi edifici e strutture collocati nel quartiere San Cristoforo.

In particolare nella zona più isolata di un’area adibita a parcheggio di un centro commerciale, i militari hanno notato la presenza di alcuni sacchi contenenti rifiuti non organici sovrapposti con l’obiettivo di occultare un beauty case al cui interno i carabinieri hanno trovato una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, nonché circa 300 cartucce di vario calibro. All’interno di un’abitazione di via Bianchi, apparentemente in stato d’abbandono, i militari hanno rinvenuto due borsoni contenenti una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, 2 fucili mitragliatori (specificamente un AK 47 Kalasnikov cal. 7,62 ed un “MP brasilien” cal. 9 munito di silenziatore), un fucile lanciagranate con 6 proietti e 757 cartucce di vario calibro, oltre ad un passamontagna con un giubbotto antiproiettile e 9 ordigni esplosivi. Vista la loro pericolosità in via Bianchi sono intervenuti militari della squadra artificieri del comando provinciale.

Nel prosieguo dell’attività, nelle vicinanze di un edificio scolastico ubicato sempre a San Cristoforo, è stato rinvenuto un altro borsone anche questo contenente un ulteriore mitra AK 47 Kalashnikov, un fucile a pompa, una pistola a tamburo cal. 38 con matricola abrasa, 68 cartucce di vario calibro ed un puntatore laser e, anche in questo caso, 3 ordigni esplosivi di tipo artigianale. In sostanza nell’ultimo bimestre i carabinieri del reparto operativo di Catania hanno trovato e sequestrato armi, ordigni artigianali e munizionamento vario, riconducibili al gruppo mafioso dei “Nizza”: ossia  9 armi , tra pistole, fucili mitragliatori e un fucile lanciagranate, efficienti e in ottimo stato di conservazione; 12 ordigni artigianali improvvisati (tra flash bang e cd. “pipe bomb”), contenenti esplosivo/bulloni e atti ad offendere; 837 tra proiettili e cartucce vari calibri e marchi. Le armi sono state inviate al R.I.S. di Messina per lo svolgimento degli accertamenti tecnici tesi a verificarne l’eventuale utilizzo in episodi criminosi.  

Nell’ambito della stessa operazione di controllo del quartiere San Cristoforo  i militari dell’Arma hanno anche arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto dalla Procura un soggetto vicino al gruppo mafioso “Nizza”, ricercato dal dicembre 2021, poiché colpito da un ordine di carcerazione; in manette anche una una persona di 43 anni trovata in possesso di 400 grammi di cocaina in pietra . Il ricercato, che deve scontare la pena di 11 mesi e 4 giorni di reclusione, è stato localizzato e bloccato all’interno di un’abitazione sita in via Cave di Villarà, dove aveva trovato rifugio. La perquisizione dell’uomo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa avente 12 cartucce nel serbatoio, circa 230 grammi di marijuana e la somma di circa 11 mila euro.  Per quanto riguarda l’arresto dell’uomo di 43e anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato bloccato nei pressi della propria abitazione di via Campisano, è stato trovato in possesso di quasi 400 grammi di cocaina e di 2.800 euro.

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