Violenza nel carcere di Catania Piazza Lanza dove tre agenti della polizia penitenziaria sono stati ricoverati in ospedale a seguito di un’aggressione avvenuta all’interno della casa circondariale. L’autore del gesto è un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza speciale. A denunciare il fatto il sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe).
Il segretario generale Donato Capece e il delegato nazionale per la Sicilia Francesco Pennisi hanno evidenziato come l’evento sia la conseguenza di criticità strutturali e organizzative denunciate da tempo. I rappresentanti sindacali segnalano che l’istituto catanese affronta da mesi una grave carenza di organico, padiglioni fatiscenti e difficoltà connesse alla gestione di detenuti affetti da patologie psichiatriche, operando in assenza di tutele e strumenti adeguati per il personale. Il sindacato ha spiegato che i disordini sono la conseguenza naturale e drammatica di problemi segnalati da mesi, a fronte di un assordante silenzio da parte delle istituzioni.
Il sindacato ha rivolto un appello al Ministro della Giustizia e al Capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per richiedere un tavolo di confronto urgente. Il Sappe ha sollecitato una verifica delle criticità organizzative, l’avvio della ristrutturazione dei reparti degradati, l’incremento del personale in servizio e il trasferimento dei detenuti con gravi problemi psichiatrici in apposite strutture idonee. A pagare il prezzo di questa “inerzia” e di questo “immobilismo”, dice il Sappe, è unicamente la pelle di chi opera nelle sezioni detentive, esponendosi ogni giorno a gravi rischi per la propria incolumità.